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Caso firme, il sindaco Olivero: “Se accertato, i moralisti a senso unico dovrebbero dimettersi”

Il primo cittadino va all’attacco dei dodici consiglieri d’opposizione per il caso delle presunte “firme farlocche”

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“I reati ipotizzati di cui si parla, qualora fossero accertati, sono gravi trattandosi di delitti contro la fede pubblica per i quali sono previste pene severe e la procedibilità d’ufficio”. Il sindaco di Biella, Marzio Olivero, va all’attacco dei dodici consiglieri d’opposizione per il caso delle presunte “firme farlocche” in calce a una mozione presentata dalla minoranza, caso segnalato alla Procura dal primo cittadino stesso.

Per il sindaco, laddove accertati, si tratterebbe di reati “gravi perché, occorre ricordare, i consiglieri comunali nell’esercizio delle loro funzioni sono Pubblici Ufficiali e i loro atti, siano essi mozioni, ordini del giorno o interrogazione sono atti pubblici; e credo che in questo caso le evidenze, scritte e non, fossero tali da escludere ogni margine di discrezionalità circa l’obbligo di riferire all’Autorità Giudiziaria”.

Olivero va poi all’attacco sul piano politico: “Certamente, al di là del piano giuridico e tralasciando quello etico, esistono ovviamente profili politici e di opportunità che investono tutto il consiglio comunale – spiega -, essendo interessati da questa vicenda tutti i consiglieri di opposizione che hanno chiesto ossessivamente le dimissioni sia di un mio assessore non indagato, Cristiano Franceschini, sia dell’assessore Amedeo Paraggio, neppure lui indagato e quest’ultimo reo di aver semplicemente svolto la sua professione”.

“Non ho mai pensato di chiedere le dimissioni di chi, eventualmente e nell’esercizio della sua professione sia coinvolto in fallimenti che lasciano in mezzo alla strada decine di persone – conclude il sindaco -, ma l’aver eventualmente commesso un reato proprio nello svolgimento delle funzioni di consigliere e contro la fede pubblica dovrebbe costringere i moralisti a senso unico ad un unico esito: le dimissioni. Sono pronto a scommettere, per esperienza, che così non sarà perché i moralisti a senso unico vivono una doppia morale e sono certo che, anche per l’ipotesi che non venga negato il fatto, i moralisti nostrani siederanno sereni con la loro indigesta e stucchevole doppia morale in consiglio”.

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