Seguici su

AttualitàBiella

Camionisti sul piede di guerra e pronti al blocco totale

L’autotrasporto merci si fermerà anche in Piemonte. La decisione dei rappresentanti di categoria

Pubblicato

il

camionisti sul piede di guerra

Camionisti sul piede di guerra e pronti al blocco totale. L’autotrasporto merci si fermerà anche in Piemonte. La decisione dei rappresentanti di categoria.

Camionisti sul piede di guerra

La decisione è stata presa da Unatras, l’Unione delle associazioni nazionali più rappresentative dell’autotrasporto, di cui fa parte anche Confartigianato Trasporti. Dopo settimane di richieste rimaste senza risposta da parte del governo, in un contesto economico sempre più critico per cittadini e imprese.

Lo sciopero è stato indetto per le giornate dal 25 al 29 maggio, tra un mese dunque.

Alla base della mobilitazione ci sono l’aumento dei costi operativi, la volatilità dei prezzi energetici, la compressione dei margini e gli squilibri nei rapporti di filiera, ma soprattutto l’assenza della politica. Quindi anche in Piemonte, se non arriveranno risposte chiare e immediate da parte del Governo, camion, tir e ogni altro mezzo impegnato nella distribuzione dei beni e delle derrate alimentari, spegneranno i motori nelle prossime settimane.

Pronti al blocco totale

Confartigianato Imprese Trasporti Piemonte ricorda come il carburante, arrivato a 2,13 euro per litro, incida per il 35% dei costi operativi che nel totale. Insieme alle tasse e una numerosa serie di imposizioni, arrivano quasi al 90%. Il carburante, quindi, torna a rappresentare un fattore di instabilità strutturale per il comparto. Riproponendo una dinamica che negli ultimi anni gli imprenditori dell’autotrasporto hanno già dovuto affrontare più volte.

A incidere sulla decisione l’assenza di risposte da parte dell’esecutivo. Nessuna convocazione, nessuna misura urgente, nessun segnale concreto rispetto alla gravità della situazione. Tra i nodi pesa anche il DL Carburanti (Decreto-Legge 18 marzo 2026, n. 33), già in vigore, che prevede uno stanziamento di 100 milioni di euro sotto forma di credito d’imposta per il settore. Risorse annunciate ma non ancora operative, mentre le imprese continuano a sostenere costi eccezionali senza strumenti di compensazione.

Emergenza

A pesare sono anche i numeri, che danno la misura dell’emergenza. Un mezzo pesante percorre mediamente 120mila chilometri l’anno, con un consumo di circa 36mila litri di gasolio. Ogni aumento di 0,25 euro al litro comporta un aggravio di circa 9mila euro per camion, che diventano 90mila euro per una flotta di dieci mezzi. Un impatto difficilmente sostenibile per un settore la cui marginalità media resta sotto il 3% del fatturato. Tanto che in molti casi il solo rincaro del carburante è sufficiente ad azzerare gli utili.

Il fermo avrà un impatto rilevante sul sistema produttivo, in particolare in Piemonte, snodo strategico della logistica nazionale ed europea. Qui lo stop rischia di tradursi nella paralisi delle filiere.
LEGGI ANCHE: Sciopero generale a Biella. In trecento a sfilare

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie de La Provincia di Biella e segui la nostra pagina Facebook

E tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *