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Addio a Susanna Uberti, portata via a 57 anni da una malattia rara

L’ultimo gesto d’amore: grazie ai suoi organi altre persone vivranno. Il ricordo delle figlie

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Addio a Susy Uberti, portata via a 57 anni da una malattia rara

Il sorriso sempre pronto a incorniciarle il viso, la passione per i viaggi e per la montagna, la voglia di scoprire il mondo con curiosità. Susanna Uberti era tutto questo e tanto altro, ricorda chi le voleva bene, prima che una malattia rara mettesse fine prematuramente alla sua esistenza.

Addio a Susy Uberti, portata via a 57 anni da una malattia rara

Il cuore della donna, per tutti semplicemente Susy, ha smesso di battere nei giorni scorsi a soli 57 anni.
Il suo era un volto conosciutissimo a Gaglianico, dove ha trascorso gran parte della sua vita. Di recente si era trasferita a Candelo, senza però mai perdere il forte legame con il suo paese e con le sue tradizioni. In particolare era molto affezionata alla festa patronale di San Pietro, alla quale partecipava attivamente da anni come volontaria, sempre pronta a dare una mano con entusiasmo e disponibilità.
Susanna lavorava da anni in una filatura e le mancava ormai poco alla pensione. «La immagino ancora sorridente che scopre un nuovo punto di cucito» le parole commosse di una collega.

Chi ha conosciuto Susy la descrive come una donna solare, disponibile, sempre pronta a offrire un consiglio, un aiuto o una parola di conforto. Una persona capace di lasciare un segno profondo nelle vite di chi ha incontrato.
La 57enne coltivava tante passioni. Le figlie Monica e Giulia la descrivono come una donna curiosa e piena di vita: «Amava i viaggi, il trekking e la montagna, le nostre cime in particolare. Anche il cibo era una sua grande passione».
Tra i suoi hobby c’era anche la moto, vissuta sempre da passeggera. «E le panchine giganti ricordano con un sorriso le figlie -. Ne aveva visitate parecchie, possedeva anche il “passaporto” specifico, pieno di timbri».

«Era anche un’ottima cuoca e un’amante della musica e del ballo – continuano a ricordare Monica e Giulia -. Era una grande fan dei Gazebo, storico gruppo degli anni ’80. Poi adorava la lavanda: la Provenza e i suoi campi fioriti rappresentavano per lei un vero luogo del cuore».

Le sue condizioni sono peggiorate a metà ottobre, quando sono comparsi i primi sintomi di un problema di salute che, dopo approfonditi accertamenti, si è rivelato essere una rara malattia infiammatoria dell’encefalo, per la quale purtroppo al momento non esistono cure risolutive ma solo terapie di supporto. Nel suo caso, purtroppo, i trattamenti non si sono rivelati efficaci.
Nonostante la sofferenza, Susy ha continuato a essere circondata dall’amore della famiglia e degli amici, che le sono rimasti accanto fino all’ultimo.

Fino alla fine, la donna ha confermato la sua natura generosa e altruista: essendo donatrice di organi, i medici hanno potuto procedere all’operazione per l’espianto. Un gesto che permetterà ad altre persone di continuare a vivere.
Nonostante il momento di dolore, le figlie ci tengono «a ringraziare dal profondo del cuore tutte le persone che sono state vicine alla mamma e a noi in questo periodo difficile».

Un altro ringraziamento è stato rivolto ai reparti di Neurologia e Rianimazione dell’ospedale San Luigi di Orbassano e al dottor Sergio Di Biella, per le amorevoli cure prestate.

Oltre alle figlie Monica con Davide e Giulia con Cristian insieme al loro papà Maurizio, Susanna ha lasciato l’amato Gian, il fratello Gianni con la moglie Ileana, gli zii Elda e Sandro, la cugina Daniela.

Oggi la corona e domani il funerale

Alle 17,15 di oggi, domenica 18 gennaio, verrà recitato il rosario nella chiesa parrocchiale di Gaglianico. Lunedì, invece, familiari e amici le diranno addio. La cerimonia funebre è in programma alle 15, sempre nella stessa chiesa.

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