CircondarioCronaca
Candelo piange Renato Giacchetti. “Il bene che ha donato resta nel cuore di tutti noi”
Il sindaco Gelone e l’assessore Minuzzo ricordano il 63enne, pilastro della parrocchia di San Lorenzo
Cordoglio e tanto dolore, a Candelo, per la morte di Renato Giacchetti. Il suo cuore ha cessato di battere all’età di soli 63 anni.
Nel rispetto delle sue ultime volontà, è stato salutato per l’ultima volta mercoledì scorso, con una benedizione impartita nella sala del commiato dell’Impresa funebre Defabianis.
Addio a Renato Giacchetti, pilastro della parrocchia di San Lorenzo
Renato era stimato e amato da tutti per le sue doti umane. Per anni, infatti, è stato una colonna portante per la parrocchia di San Lorenzo. Il suo ruolo chiave e l’impatto positivo sulla comunità hanno lasciato un’eredità di fede e servizio, un esempio di dedizione inesauribile.
Il sindaco Gelone: “Era uno di quei cittadini che contribuiscono in modo fondamentale alla coesione della comunità”
«Il nostro paese – commenta il sindaco Paolo Gelone -, perde una persona che ha saputo interpretare il volontariato come servizio autentico e disinteressato. Renato rappresenta quei cittadini che, senza ricoprire ruoli ufficiali, contribuiscono in modo fondamentale alla coesione e al senso di appartenenza della comunità. A nome dell’amministrazione comunale esprimo vicinanza e riconoscenza per quanto ha saputo donare al nostro paese».
L’assessore Selena Minuzzo: “Il bene che ha donato resta nel cuore di Candelo”
Anche l’assessore Selena Minuzzo lo ricorda con tanto affetto: «Renato è stato una presenza discreta ma profonda nella vita di Candelo. Il volontariato per lui non è mai stato un gesto occasionale, ma un modo di esserci, di prendersi cura delle persone e della comunità con semplicità e dedizione. Come assessore alle politiche sociali, ma anche a titolo personale, sento il bisogno di sottolineare quanto il suo impegno sia stato riconosciuto e sentito dal paese. Renato ha saputo incarnare un’idea di comunità solidale fatta di relazioni, attenzione e responsabilità condivisa. Il tanto bene che ha donato resta oggi nel cuore di Candelo e rappresenta un esempio prezioso per tutti noi».
Mauro Pollotti
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