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Attentato: bomba carta contro il palazzo della Procura e del Tribunale
Un boato improvviso ha scosso Ivrea martedì sera intorno alle 21. Un ordigno artigianale è stato fatto esplodere nel cortile
Attentato: bomba carta contro il palazzo della Procura e del Tribunale. Un boato improvviso ha scosso Ivrea martedì sera. Un ordigno artigianale è stato fatto esplodere nel cortile.
Attentato: bomba carta contro il palazzo della Procura e del Tribunale
Poco dopo le 21 un’esplosione ha rotto il silenzio della città. L’obiettivo dell’attacco è stato appunto il complesso che ospita il Tribunale e la Procura della Repubblica. Dove peraltro è in corso il processo “Echidna”: esito di una lunga indagine della Direzione Distrettuale Antimafia sulle infiltrazioni della ’ndrangheta in Piemonte.
Secondo le prime ricostruzioni, una “bomba carta” di potenziale limitato è stata piazzata sulla scalinata esterna dell’edificio, tra il primo e il secondo piano. A ridosso degli ingressi blindati degli uffici giudiziari. Per fortuna l’esplosione non ha causato danni strutturali gravi o feriti.
Un testimone avrebbe detto di aver notato un uomo scappare a piedi subito dopo lo scoppio. Per poi dileguarsi a bordo di un’auto che si è allontanata a forte velocità verso la periferia.
Le indagini
Le forze dell’ordine sono ora al lavoro per decifrare il “messaggio” dietro questo atto intimidatorio. La Procura di Ivrea, guidata da Gabriella Viglione, sta valutando diverse piste e in particolare le ultime vicende giudiziarie seguite. Non si escludono ritorsioni per eventi passati fino alla criminalità organizzata. Sotto la lente degli inquirenti anche i numerosi fascicoli d’indagine aperti dai magistrati negli ultimi mesi su temi caldi legati alla malavita.
Dopo l’esplosione, l’area è stata isolata e messa in sicurezza. Gli artificieri e le unità cinofile hanno lavorato fino a tarda notte per bonificare il perimetro e garantire l’accesso agli uffici già ieri mattina. Un elemento chiave per la risoluzione del caso potrebbe arrivare dalle telecamere di videosorveglianza. Gli inquirenti stanno analizzando i filmati per identificare la targa del veicolo in fuga e dare un volto all’attentatore.
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