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Gravi irregolarità in un’attività di autosoccorso nel basso Biellese

Indagine condotta dai carabinieri e dalla Polizia stradale

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Nei giorni scorsi la Polizia Stradale di Biella e il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (NIL) hanno effettuato un’attività di controllo congiunta finalizzata alla verifica del rispetto delle normative sulla sicurezza della circolazione stradale, sulle autoriparazioni, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla tutela ambientale. L’operazione ha interessato un’attività di autosoccorso situata nel basso Biellese.

L’accesso ispettivo, condotto dalla Squadra di Polizia Giudiziaria della Sezione Polizia Stradale di Biella insieme al personale del NIL Carabinieri, ha permesso di accertare numerose e significative irregolarità.

Gravi irregolarità in un’attività di autosoccorso nel basso Biellese

Dal punto di vista ambientale, la Polizia Stradale ha riscontrato il deposito incontrollato di rifiuti pericolosi, in violazione delle disposizioni previste dal Testo Unico Ambientale. Per questa grave infrazione il titolare dell’attività è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria.

Ulteriori violazioni sono emerse nell’ambito delle autoriparazioni. L’azienda, infatti, esercitava irregolarmente anche le attività di meccatronica e gommista, pur essendo autorizzata esclusivamente come carrozzeria. Per tale motivo è stata contestata una sanzione amministrativa ai sensi dell’articolo 10, comma 3, della Legge 5 febbraio 1992 n. 122, per un importo di 2.582 euro. Contestualmente è stato disposto il sequestro amministrativo cautelare delle attrezzature utilizzate per le attività non autorizzate, finalizzato alla successiva confisca.

Gravi irregolarità sono state rilevate anche dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro in materia giuslavoristica e di sicurezza sul lavoro. In particolare è stato accertato l’impiego di un lavoratore “in nero”, privo di regolare contratto di lavoro. Per questa violazione sono state elevate sanzioni amministrative per un totale di 3.900 euro ed è stata disposta l’immediata sospensione dell’attività imprenditoriale, con una sanzione aggiuntiva di 2.500 euro.

Sul fronte della sicurezza e della tutela della privacy, i militari hanno riscontrato la mancata sottoposizione di un lavoratore alla prevista visita medica, violazione per la quale è prevista un’ammenda compresa tra 2.847,69 e 5.695,36 euro. È stato inoltre accertato l’utilizzo di un impianto di videosorveglianza privo delle necessarie autorizzazioni: per tale reato il titolare è stato deferito all’Autorità Giudiziaria, con pene che prevedono l’arresto da quindici giorni a un anno o un’ammenda da 154 a 1.549 euro.

L’operazione congiunta conferma l’efficacia della collaborazione tra la Polizia Stradale e l’Arma dei Carabinieri, in particolare il NIL, nel contrasto alle irregolarità. Attività interforze di questo tipo risultano fondamentali per garantire il rispetto della legalità e della sicurezza in settori strategici come la circolazione stradale, la tutela dei lavoratori e la salvaguardia dell’ambiente. I controlli proseguiranno anche nei prossimi mesi per assicurare che le aziende operino nel pieno rispetto delle normative vigenti.

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