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Vanessa, arancera biellese che fa battaglie da 10 anni: “Una passione impossibile da spiegare”
La giovane donna racconta il suo rapporto con lo storico carnevale di Ivrea: “Lo vivevo da sempre grazie a parte della mia famiglia, che abita lì. Poi, nel 2013, la domanda fatidica: perché rimanere spettatrice, perché non non farne parte?”
Sono tanti i biellesi che ogni anno prendono parte da protagonisti alle battaglie delle arance. Tra loro, anche la giovane Vanessa Porelli, che con lo storico Carnevale d’Ivrea ha un rapporto speciale.
«Vivo il Carnevale da sempre grazie a parte della mia famiglia, che vive a Ivrea – racconta -. Oltre alla festa che conoscono tutti, a Carnevale è tradizione festeggiare il mio compleanno, a maggior ragione per me è un periodo speciale».
Per lei, quindi, era un appuntamento fisso fin da bambina: «Mio zio era cavallante del carro dei Picche, io ho sempre partecipato col berretto frigio, mi limitavo a osservare la battaglia con perplessa distanza. Nel 2013, invece, è scattata la domanda: perché non ne faccio parte e resto solo spettatrice di una festa bellissima? E se invece facessi parte di una squadra e fossi una di loro?».
Quindi, dopo uno stop forzato nel 2014, l’anno successivo arriva “l’esordio”: «Ho indossato la mia prima casacca, ero uno Scacco, grazie al supporto di Davide, mio cugino acquisito del cuore. Da lì è iniziata un’assidua partecipazione costante e festosa, tutti i miei amici e fidanzati hanno partecipato con me alla battaglia, spinti e coinvolti dal mio entusiasmo».
L’anno scorso, però, è arrivata una novità: «Nel 2025, dopo aver ottenuto il mio scacco d’argento, simbolo onorifico dei primi 8 anni di tiro fedele alla squadra, ho deciso di cambiare – prosegue Vanessa -. Sono entrata a far parte di un gruppo biellese di tiratori amanti del carnevale come me, e orgogliosi della nostra città. Ci chiamiamo “Cuj d’la Lana”, ci vestiamo di una toppa e ci diamo appuntamento a Carnevale. Con loro sono entrata nella squadra degli Aranceri della Morte, una squadra nota per la combattività».
È difficile spiegare cosa si prova durante la battaglia a chi non la vive: «Entrare in Piazza di Città è un’emozione, quando inizia la battaglia e quando finisce – conclude Vanessa -. Come posso spiegare la passione per questa festa folle? Impossibile, è l’incanto di una festa che ogni anno ci riunisce festosi e ci conduce alle nostre radici. Il sapore di arance, lo zoccolo dei cavalli, i pifferi e i tamburi sanno di Carnevale e solo una volta l’anno creano la magia. Per me il Carnevale sa di parenti e i parenti sanno di casa. E casa sa di pace».
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