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Treni, collegamenti potenziati in Piemonte: Biella resta fuori
L’orario invernale non porta nuove corse. I pendolari: “Situazione insostenibile, il territorio ha fame di collegamenti”
Treni, collegamenti potenziati in Piemonte: Biella resta fuori.
Treni, collegamenti potenziati in Piemonte: Biella resta fuori
Milano si avvicina ad Alessandria e Asti: un’ora e venti da una, un’ora e quaranta dall’altra, con treni diretti ogni due ore in entrambe le direzioni, oltre a un potenziamento dell’offerta. E Biella? Resta al palo, soprattutto nei fine settimana. Con l’entrata in vigore dell’orario invernale delle ferrovie piemontesi il quadro è lampante: Astigiano e Alessandrino guadagnano collegamenti e centralità. Per la nostra provincia, invece, nessuna novità. Un immobilismo che pesa e che oggi emerge con ancora più forza nel confronto con i nostri vicini.
«Per il Biellese non è cambiata una virgola – spiega Paolo Forno, presidente dell’Associazione pendolari biellesi –. Il nuovo orario è identico a quello precedente, senza alcuna variazione. È positivo che Astigiano e Alessandrino abbiano ottenuto risultati, perché una visione regionale è fondamentale. Ma per la nostra provincia questa situazione non è più sostenibile, soprattutto nel weekend».
Il nodo, infatti, è proprio il fine settimana. «Negli anni abbiamo perso il 50 per cento del servizio al sabato e oltre il 20 alla domenica – prosegue Forno –. Questo ci colloca in una condizione critica, completamente disallineata rispetto agli altri capoluoghi di provincia del Nord Italia».
Una riduzione che affonda le radici nel periodo Covid e che, secondo l’associazione, non è più accettabile. «Parliamo di collegamenti importanti, non secondari, che garantiscono l’accesso ai capoluoghi di regione di Piemonte e Lombardia».
A rendere il quadro ancora più fragile contribuisce anche la viabilità stradale. «Le strade del nostro territorio richiederanno ancora anni prima di vedere miglioramenti significativi – osserva Forno –. Proprio per questo far funzionare al meglio le ferrovie è fondamentale, e si può farlo utilizzando ciò che già esiste. Il servizio del fine settimana può essere migliorato senza investimenti infrastrutturali. Serve aumentare le corse laddove sono ridotte e inadatte a un capoluogo di provincia e rendere più regolare l’offerta, con un adeguamento sostenibile dal punto di vista economico».
Una proposta che, sottolinea, è già stata presentata più volte all’Agenzia per la mobilità piemontese e alla Regione. «È una risposta che il territorio si aspetta – dice –. Ne ha bisogno, ne ha fame. Quanto ai collegamenti diretti, l’orizzonte temporale per la loro implementazione è fissato al 2027. Ci aspetta ancora un anno difficile, ma nel frattempo bisogna intervenire su ciò che è possibile fare subito».
Nessuna polemica, precisa, ma una richiesta chiara. «C’è collaborazione da parte di tutti i soggetti coinvolti. Ora però è davvero indifferibile trovare una soluzione, a partire dal servizio nei fine settimana».
E mentre altrove i treni accorciano le distanze e il Piemonte ridisegna la sua mappa ferroviaria guardando a Milano e ai grandi assi di collegamento, Biella resta ancora una volta fuori dal tracciato. Con buona pace dei piani di sviluppo e delle ambizioni turistiche.
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.Bruno
22 Dicembre 2025 at 11:10
come sempre biella ha problemi con i treni , ecco perché rifare via italia con i negozi chiusi , sono soldi buttati al vento a cosa serve i biellesi in via Italia vanno in pochi , i turisti senza servizi e trasporti non vengono
Ardmando
22 Dicembre 2025 at 14:20
Eh si, certamente il Comune di Biella è responsabile dell’amministrazione di Ferrovie dello Stato. Zero cultura, zero idee: ecco gli esponenti delle sinistre italiane.
.Bruno
22 Dicembre 2025 at 20:58
zitto con la manovra di bilancio avete messo in vista tutta la vostra ignoranza non sapete governare fate pena
Ardmando
22 Dicembre 2025 at 23:49
I soli commenti scritti a casaccio senza sapere di cosa scrive. Prima menziona il Comune di Biella come amministratore di Ferrovie dello Stato, poi tira in ballo la finanziaria che nulla ha a che vedere con l’amministrazione delle Ferrovie dello Stato. Poveretto, il comunismo logora chi ce l’ha.
Ci.Di.
22 Dicembre 2025 at 13:41
e i giovani che studiano fuori non tornano più senza servizi, leggasi trasporti e sanità, che sia una volontà precisa l’isolamento ?!?!
Adam Kadmon
22 Dicembre 2025 at 14:21
Coincidenze? Io non credo…