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Prorogata la caccia al cinghiale
Obiettivo: ridurre i danni in vista delle semine primaverili.
La Regione Piemonte ha deciso di posticipare la chiusura della stagione venatoria del cinghiale di un mese, spostando dal 31 gennaio – in teoria ultimo giorno del calendario – al 28 febbraio la possibilità di intervenire sulle popolazioni di questi ungulati. La ragione ufficiale della concessione della proroga è ridurre i danni in vista delle semine primaverili.
Prorogata la caccia al cinghiale
L’obiettivo iniziale di raggiungere il 150% di abbattimenti in più rispetto allo scorso anno non è stato raggiunto e difficilmente lo sarà.
I numeri dell’anagrafe venatoria piemontese parlano chiaro: nel 2025 sono stati abbattuti 25.762 cinghiali, cioè circa il 21% in meno rispetto ai 32.485 del 2024. Dalla regione sottolineano che il calo degli interventi è da attribuire alle restrizioni imposte dalla presenza della peste suina africana.
Oltre 4,5 milioni di danni
I cinghiali in Piemonte causano danni ingenti, con oltre 4,5 milioni di euro stimati nel 2024 a carico dell’agricoltura, in particolare nella provincia di Torino, e numerosi incidenti stradali. La Regione Piemonte ha stanziato 3,6 milioni di euro nel 2025 per risarcire le colture devastate (mais, vigneti).
Nel 2024 invece, il 70% dei 4,6 milioni di euro di danni da fauna selvatica è stato causato dai cinghiali, con 177mila quintali di prodotto distrutto e oltre 14mila ettari di zolle rovinate.
La provincia di Torino è la più danneggiata, seguita da Novara, Alessandria, Biella, Cuneo, Asti, Vco e Vercelli.
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Ettore
30 Gennaio 2026 at 8:14
Bene, occorre eliminarli tutti…