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Parchi fotovoltaici nelle tre dighe Ravasanella, Ingagna e Ostola

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Parchi fotovoltaici nelle tre dighe. Anche nel Biellese è in arrivo l’ultima novità per quanto riguarda i parchi fotovoltaici. Ovvero strutture fluttuanti realizzati sulle acque calme dei laghi interni. Nel caso della nostra provincia i siti interessati sono gli specchi d’acqua delle dighe Ingagna, Ravasanella e Ostola.

Parchi fotovoltaici nelle tre dighe Ravasanella, Ingagna e Ostola

I parchi fotovoltaici fluttuanti sono impianti solari installati su superfici acquatiche (laghi, bacini artificiali, ex cave, mare) anziché a terra. Questa tecnologia evita il consumo di suolo, aumenta l’efficienza dei pannelli grazie al raffreddamento naturale dell’acqua (+5-10% di resa) e riduce l’evaporazione.

Una soluzione che anticipa il disegno di legge regionale già approvato dalla giunta per porre freno al consumo dei terreni agricoli. Ma per quanto riguarda quello che dovrebbe essere il primo parco fotovoltaico biellese le cose non stanno filando lisce. Come rende noto l’informatissimo e attentissimo circolo ambientalista biellese “Tavo Burat”. Nei giorni scorsi contro il progetto è sceso in campo il Consorzio di Bonifica della Baraggia Biellese e Vercellese (CBBBV). A cui, come è noto, si deve la realizzazione dei tre invasi artificiali presenti sul territorio interessati dal nuovo progetto.

«La ditta InfraLab – spiega il circolo Tavo Burat – ha chiesto quattro mesi fa alla Regione Piemonte la concessione demaniale della superficie dei tre laghi artificiali del Consorzio Baraggia. Ovvero Ingagna, Ravasanella e Ostola. Per realizzare tre impianti flottanti della potenza nominale complessiva di 30 megawatt (10 megawatt sull’Ingagna, 7,5 megawatt sul Ravasanella e 12,5 megawatt sull’Ostola). A fine febbraio la Regione Piemonte ha assegnato le tre concessioni demaniali. Anche se per la perfezione dell’iter sono ancora da esperire alcune procedure autorizzative, la concessione demaniale era la prima e propedeutica autorizzazione necessaria».

Le barricate del Consorzio

Contro il progetto il Consorzio di bonifica ha alzato le barricate inoltrando un ricorso amministrativo con cui chiedere l’annullamento delle autorizzazioni regionali. «La propaganda del Baraggia – dichiara il circolo Tavo Burat – sulla funzione multiuso degli invasi è contraddetta da tale opposizione al fotovoltaico flottante proposto da terzi. Le associazioni ambientaliste l’hanno sempre valutata “strumentale” e che non tiene conto delle inevitabili conflittualità fra i diversi usi. Ancorché il beneficio in termini di potenza nominale sia equivalente a quanto realizzabile con il “Rifacimento dell’invaso sul torrente Sessera”».
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