Seguici su

Attualità

Giornata violenza sulle donne: l’appello dei genitori di Erika

“Parlate con i vostri genitori, amici, insegnanti se notate qualche comportamento strano”

Pubblicato

il

Giornata violenza sulle donne: l’appello dei genitori di Erika

Giornata violenza sulle donne: l’appello dei genitori di Erika

Commozione e tanta tristezza in occasione della “Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, quando davanti al monumento dedicato alla memoria di Erika Preti, uccisa barbaramente dal fidanzato Dimitri Fricano, sono state lette alcune frasi scritte dagli studenti della scuola media del paese, semplici ma dal profondo significato.

Oltre a molti cittadini e al sindaco Raffaella Molino, erano presenti anche i genitori della giovane Fabrizio Preti e Tiziana Suman. «Siamo qui per mantenere alta l’attenzione su questi temi – sottolinea il primo cittadino –. Questo è un momento di raccoglimento e riflessione sul tema della violenza che sta dilagando in maniera pericolosa. È anche un’occasione per tenere vivo il ricordo. Da qui l’invito a non abbassare mai la guardia».
Nel corso della serata sono state condivise anche le parole della madre di Erika, impresse su carta e rivolte agli alunni di Pralungo.
«Ci sono cose nella vita -hanno detto Tiziana Suman e Fabrizio Preti rivolgendosi agli studenti -, di ognuno di noi che succedono, così all’improvviso. Cose che pensiamo, non possono mai accadere a noi o a chi ci sta accanto perché siamo convinti di avere tutto sotto controllo e che ciò che sentiamo in televisione o nei film possa capitare solo lontano dalla nostra realtà. Invece non è così. Purtroppo siamo circondati da persone che molte volte sembrano diverse da come sono realmente».
Poi hanno ricordato così la figlia: «Erika era una ragazza semplice che si era innamorata di un ragazzo che all’apparenza le voleva bene, che si prendeva cura di lei e che noi pensavamo la proteggesse dai pericoli che poteva incontrare nella sua vita. Non sapremo mai se lei si era accorta di qualche atteggiamento strano, se lui aveva già dato segni di violenza, fisica o verbale, ma sappiamo solo che lei non ne aveva mai parlato con nessuno. È proprio questo che io vorrei chiedere a voi ragazze e ragazzi. Vorrei farvi capire quanto può essere importante parlare con i vostri genitori, gli insegnanti o con i vostri amici ogni volta che capite che qualcuno non si sta comportando bene nei vostri confronti. Non dovete subire offese o insulti. Non dovete sentirvi obbligati a fare cose che non vi fanno stare bene ma soprattutto non dovete difendere, proteggere persone che vogliono imporvi la loro volontà e che vi mancano di rispetto. Se Erika avesse parlato con noi, forse adesso sarebbe ancora qui perché non avremo permesso a quell’uomo di farle del male. Magari saremmo riusciti ad allontanarlo da lei prima che ce la portasse via per sempre. Noi genitori siamo qui proprio per aiutarvi e consigliarvi ma dovete parlare con noi di tutto ciò che vi fa stare male. Non permettete a nessuno di entrare nella vostra vita se non vi accetta per come siete se non vi rende felici e soprattutto se vuole farvi avere cose che voi non volete. Solo confidandovi con qualcuno e chiedendo consigli potrete evitare di rovinare la vostra vita. Ascoltate queste parole – concludono -, perché ve lo sta chiedendo una mamma che purtroppo non può più fare nulla per aiutare sua figlia».
Mauro Pollotti

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie de La Provincia di Biella e segui la nostra pagina Facebook

E tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copyright © 2024 laprovinciadibiella.it S.r.l. - P.IVA: 02654850029 - ROC: 30818
Reg. Tribunale di Biella n. 582 del 30/06/2014 - Direttore responsabile: Matteo Floris
Redazione: Via Vescovado, n. 5 - 13900 Biella - Tel. 015 32383 - Fax 015 31834

La testata fruisce dei contributi diretti editoria d.lgs. 70/2017

Servizi informatici e concessionaria di pubblicità: Diario del Web S.r.l.