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Da Ponderano all’orto botanico del Cinquecento

Silvia Zublena lavora a Pisa dal 2018, una passione nata tra i nostri boschi

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Da Ponderano all’orto botanico del Cinquecento. La passione per la natura accompagna la 37enne biellese Silvia Zublena da sempre, fino a diventare un lavoro. Dal 2018 è agronoma e giardiniera nell’antico Orto botanico di Pisa, fondato nel 1543, dove si prende cura delle collezioni botaniche e porta avanti la sua ricerca sulle piante tintorie.

Da Ponderano all’orto botanico del Cinquecento

La passione per la natura nasce nell’infanzia, trascorsa a passeggiare nei boschi biellesi con i genitori. Si consolida con l’Istituto agrario. E prosegue con l’università, a Pisa, dove consegue la laurea triennale in Tecniche erboristiche e la magistrale in Produzioni agroalimentari. «Pisa mi è subito sembrata la mia città. Anche mia madre, che ha studiato qui, ha saputo farmela apprezzare».

Dopo la laurea e un viaggio in India, torna a Pisa nel 2017 e si avvicina all’Orto botanico con il servizio civile. L’anno dopo, entra ufficialmente in squadra insieme ad altri colleghi. «Faccio parte di un gruppo giovane, in cui il rapporto umano conta quanto la competenza professionale».

Spiega così la sua mansione da agronoma: «Ogni giardiniere ha aree specifiche da curare. Ci occupiamo della gestione delle collezioni botaniche, all’interno di un giardino che ospita anche specie monumentali e secolari, tra cui la Magnolia grandiflora, risalente al 1787. L’Orto si estende su più di due ettari e custodisce un patrimonio di enorme valore scientifico. Fondamentale è anche la tracciabilità: ogni pianta è registrata perché possano venire qui ricercatori da tutto il mondo. Uno studioso americano, per esempio, è arrivato appositamente per studiare la genetica mediante alcuni semi. Un lavoro silenzioso e necessario alla conservazione e alla ricerca».

Moglie e mamma

La vita professionale si intreccia con quella personale: dal 2018 è legata a Valerio ed è mamma di Elia, di 4 anni, e Lucio, di uno. Vive in un piccolo paese, ma non dimentica Biella e le ricchezze del giardino botanico di Oropa, riconosciuto dall’organizzazione Bgci, che collega e preserva i giardini botanici di tutto il mondo. «Il riconoscimento è possibile solo in presenza di certi requisiti, che Oropa soddisfa: per questo meriterebbe molta più attenzione. I ragazzi che ci lavorano sono preparati, anche se lo svantaggio è poter lavorare solo pochi mesi all’anno».

Silvia coltiva anche «una passione nella passione». Lle piante tintorie, storicamente utilizzate per colorare i tessuti naturali, attraverso pigmenti contenuti nelle radici. Il tema è trattato nelle sue due tesi ed è oggetto di interventi e collaborazioni scientifiche: un convegno a Como e un progetto con l’Accademia di Bologna sulla loro coltivazione.

Ma parla anche dei progetti nel giardino toscano. «Mi piacerebbe realizzare una grande aiuola di piante tintorie». E continua entusiasta, a proposito del lavoro quotidiano: «È un sogno lavorare all’aperto, assistere al variare delle stagioni e studiare il rapporto tra clima e piante. È un lavoro che ti avvicina alla natura». Un valore aggiunto è la fiducia dei superiori. «È soddisfacente sapere che le mie proposte vengono ascoltate. C’è fiducia tra curatore e giardinieri, e spazio per creare». In un luogo in cui la botanica biellese assiste quotidianamente a un dialogo secolare tra natura e scienza.
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