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Crans Montana: Elsa continua a rimanere sedata

Nei giorni scorsi ha aperto gli occhi per alcuni istanti. Ma la situazione è grave.

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"Resisti e continua a brillare"

Cautela è la parola d’ordine quando si parla delle condizioni di Elsa, la quindicenne biellese rimasta gravemente ferita nell’incendio di Crans Montana.

Crans Montana: Elsa continua a rimanere sedata

È vero, infatti, che nei giorni scorsi ha aperto gli occhi per qualche istante e che il papà ha avuto la sensazione che lei lo avesse riconosciuto, ma è altrettanto vero che le sue condizioni rimangono molto gravi, seppure stazionarie.
La ragazza è tuttora è ricoverata all’ospedale di Zurigo, dove i medici la tengono sedata. Anche perché, se la svegliassero, inevitabilmente sentirebbe il dolore provocato dalle ferite. La prognosi rimane riservata.
A complicare la situazione, nei giorni scorsi, ci si era messa la febbre, provocata da un’infezione che i medici hanno prontamente individuato e che ora stanno curando. Anche a causa della febbre era stato necessario posticipare il terzo intervento chirurgico.
Cautela, dunque. Per evitare inutili ulteriori sofferenze alle persone a lei care, già estremamente provate dalla terribile esperienza che stanno affrontando. Come già accaduto in passato, infatti, quando sui social si è diffusa la notizia che la studentessa biellese si era svegliata, nel giro di breve tempo sono ricomparse fotografie artefatte dall’intelligenza artificiale in cui la si vede sveglia sul letto o in piedi, abbracciata al padre in una corsia d’ospedale. Tutte immagini false, ovviamente, che però non fanno altro che ferire e aggiungere pressione e pensieri proprio ai familiari.
«Ogni volta che vengono diffuse queste foto con frasi emozionali e a effetto – spiegano alcuni amici vicini alla famiglia -, tante persone ci “cascano” in assoluta buona fede, perché sono preoccupate e sperano di sentire buone notizie, come tutti noi. Questo però significa che poi, puntualmente, i familiari vengono bombardati di telefonate da parte di chi è convinto che davvero Elsa si sia definitivamente svegliata e sia uscita dal coma. E si ritrovano a dover spiegare a ogni persona che no, non è così. Un inutile ulteriore problema in un momento già estremamente delicato».
«Un problema che si potrebbe facilmente risolvere – aggiungono in una sorta di appello -: basta fare un po’ più d’attenzione ed evitare di condividere fotomontaggi e materiale palesemente falso, artefatto o pubblicato su pagine social poco attendibili».

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