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Coldiretti Vercelli-Biella. Ue: più controlli per salvare eccellenze piemontesi

Dalla carne congelata con ormoni al riso coltivato con pesticidi vietati

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Esce nel giardino di casa e vede...una mucca che pascola

Dalla carne congelata con ormoni al riso coltivato con pesticidi vietati, serve potenziare i controlli su tutti i prodotti alimentari extra Ue e garantire piena trasparenza al consumatore attraverso l’etichettatura obbligatoria dell’origine a livello europeo e l’abolizione del codice doganale dell’ultima trasformazione che consente di far risultare italiano ciò che italiano non è. È quanto chiede Coldiretti per tutelare la salute dei cittadini consumatori e il reddito degli agricoltori, oggi esposti a una concorrenza sleale incredibilmente favorita dall’Unione guidata dalla presidente Von der Leyen. L’allarme è stato lanciato durante la mobilitazione con 6 mila agricoltori a Torino, tenutasi lunedì 26 gennaio, provenienti dal Piemonte, dalla Liguria e dalla Valle d’Aosta, alla presenza del segretario generale, Vincenzo Gesmundo, del presidente, Ettore Prandini, dei presidenti di Coldiretti Piemonte, Cristina Brizzolari, di Coldiretti Liguria, Gianluca Boeri, e di Coldiretti Valle d’Aosta, Alessia Gontier, del Presidente di Coldiretti Vercelli-Biella Roberto Guerrini, del Direttore Luciano Salvadori e di centinaia di soci provenienti dalle due province.

Per l’occasione è stata allestita una tavola che ha messo a confronto alcune eccellenze made in Italy ed in Piemonte, dal riso Carnaroli alla carne di razza piemontese, con prodotti stranieri che entrano in Europa senza adeguati controlli e spesso trattati con sostanze vietate nell’Ue.

Sul fronte della carne bovina, nel 2024 sono arrivati in Italia 377 milioni di chili dall’estero (fonte Istat), di cui 32 milioni di chili congelati. Nel 2025 l’import complessivo è aumentato del 3%, ma per la congelata si è arrivati al +30%. Preoccupa l’uso nei Paesi extra Ue, soprattutto in Sud America, di antibiotici e promotori della crescita, oltre alle lacune del Brasile nei controlli sugli ormoni vietati in Europa. Situazione analoga per il riso: nel 2024 ne sono arrivati 300 milioni di chili, per quasi tre quarti dall’Asia, e nei primi dieci mesi del 2025 gli arrivi sono cresciuti del 9%. Nel riso indiano e paraguayano sono state rilevate sostanze vietate nell’Ue. Nonostante ciò, il 60% del riso che entra in Italia beneficia del dazio zero e dal 2009, grazie al regime Eba “Everything but arms”, le importazioni sono passate da 9 a quasi 50 milioni di chili, aggravando il dumping con pesticidi vietati e sospetto sfruttamento di lavoro minorile.

“Il valore delle importazioni da Paesi Extra Ue ha raggiunto in Piemonte i 2,8 miliardi nel 2024. Nei primi nove mesi del 2025 si è registrato un incremento del 30% delle importazioni di prodotti alimentari dai Paesi Extra Ue – sottolineano Guerrini Salvadori -. Ancor più alla luce di questi dati, chiediamo parità di condizioni nelle importazioni agroalimentari applicando il principio di reciprocità: gli stessi standard europei di sicurezza e sostenibilità devono valere per tutti i prodotti, indipendentemente dal Paese di origine. Per farlo serve aumentare i controlli e assegnare all’Italia e a Roma la sede dell’Authority doganale europea come richiesto con la candidatura avanzata dal Governo italiano su sollecitazione di Coldiretti”.

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