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Bimba vaccinata in attesa di risarcimento: Patelli: ” Mi batterò a Roma per lei”

La drammatica vicenda approda a Roma

Bimba vaccinata in attesa di risarcimento: Patelli: ” Mi batterò a Roma per lei”
Il caso
La famiglia biellese che attende un risarcimento dallo Stato ormai da oltre quattro anni (leggi qui l’intera drammatica storia) – sulla base di una sentenza che ha riconosciuto la correlazione tra la somministrazione di un vaccino e la malattia della figlia – ha trovato una nuova alleata.
Dopo l’articolo pubblicato su La Nuova Provincia di Biella, la deputata biellese Cristina Patelli ha annunciato di volersi occupare del caso, con l’obietivo di far sì’ che il Ministero della Salute versi il dovuto alla famiglia, oltre 200mila euro.
Venuta a conoscenza della storia, la parlamentare leghista si è immediatamente interessata e ha deciso di reperire la documentazione del caso.
La malattia di cui soffre la bambina è la piastrinopenia autoimmune. Alla piccola biellese viene diagnosticata nel 2009. Per giungere a una sentenza bisogna attendere fino al 2014, quando il tribunale di Biella stabilisce la correlazione con il vaccino, riconoscendo un indennizzo e un vitalizio per la piccola, necessari per affrontare con maggiore serenità le cure mediche, i ricoveri e tutti i disagi provocati dalla malattia. Eppure i genitori non hanno ancora ricevuto un euro. Alla fine dello scorso anno, assistiti dal Codacons di Biella, si sono rivolti al Tar, che gli ha nuovamente dato ragione. Ma nulla sembra muoversi.
Colpita dal fatto che lo Stato abbia persino smesso di rispondere alla famiglia, la deputata ha deciso di muoversi in prima persona: «Ho letto che la famiglia ha trascorso le feste di Natale all’ospedale e la cosa che trovo maggiormente assurda è che alle sollecitazioni, dovute, di due genitori che sono arrivati al punto da non avere più risorse per provvedere all’ordinario, e non certo perché li hanno sprecati, l’atteggiamento dello Stato che dovrebbe tutelare queste persone sia addirittura di chiusura. Cercherò di comprendere dove vicende come questa, che certamente non sarà l’unica, si arenano perché fra le tante cose che dovevano cambiare e che non sono state cambiate dai proclami dei governi precedenti ci sono anche queste. Prima ancora che per giustizia, vanno risolte per rispetto nei confronti delle persone».
«Replicare a una madre stanca e frustrata che la sua storia non è una priorità – conclude – è una risposta inaccettabile».

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