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Biella, strisce invisibili: “Attraversare è un azzardo”

“Con tutto il rispetto per Saint-Exupéry e i suoi aforismi meravigliosi, in certi casi ciò che è essenziale deve essere anche visibile agli occhi”

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Biella, strisce invisibili: “Attraversare è un azzardo”

Biella, strisce invisibili: “Attraversare è un azzardo”.

Biella, strisce invisibili: “Attraversare è un azzardo”

Continuano ad arrivare i vostri messaggi per segnalare incuria, disagi e problemi (potete scriverci su WhatsApp al numero di telefono 331-8610314). Questa volta si tratta di una vera e propria lettera, dedicata alle condizioni delle strisce pedonali in città.
Riceviamo e pubblichiamo.

L’essenziale è invisibile agli occhi, recitava il celebre romanzo di formazione Il piccolo principe. Sono certo, però, che Antoine de Saint-Exupéry – aviatore e scrittore francese – non si riferisse alle strisce pedonali. Perché le strisce devono vedersi, e anche bene, se non si vuole mettere a rischio l’incolumità dei pedoni.
Eppure, a Biella, la loro nitidezza sembra essere passata in secondo piano: quasi un dettaglio, un “plus” di cui si possa tranquillamente fare a meno. Non è raro imbattersi in attraversamenti pedonali – anche in incroci potenzialmente pericolosi – ormai sbiaditi, quasi cancellati. Difficili da distinguere per un pedone, e talvolta ardui da intercettare perfino per il più morigerato degli automobilisti, anche quando guida con attenzione e nel rispetto dei limiti.
Basta passeggiare un pomeriggio per le strade di Biella per accorgersi di quanto sia frequente una segnaletica pedonale carente. Un rischio concreto per chi attraversa: spesso i pedoni – complice anche la scarsa propensione alla gentilezza di alcuni automobilisti – sono costretti a “buttarsi” in carreggiata per farsi notare e riuscire a raggiungere l’altro lato.
E non parliamo solo di stradine isolate e poco trafficate: succede anche in pieno centro, dove ogni giorno camminano lavoratori, anziani, e mamme con passeggini e bambini al seguito.
No, non è giusto. Senza scomodare paragoni con altre città, basterebbe ricordare un principio semplice: la tutela del cittadino dovrebbe stare al primo posto. E questa tutela passa anche da una segnaletica stradale curata. Perché, con tutto il rispetto per Saint-Exupéry e i suoi aforismi meravigliosi, in certi casi ciò che è essenziale deve essere anche visibile agli occhi. Soprattutto a quelli degli automobilisti.
Flavio Angiolino

 

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1 Commento

1 Commento

  1. Bruno

    19 Gennaio 2026 at 13:25

    una landa desolata avevano proprio ragione e nuove buche da sballo

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