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Nel ricordo di papà Luigino, una maglia per vestire il futuro della Biellese!

La rubrica “Il Punto Esclamativo” di Corrado Neggia.

BIELLA – La campagna di raccolta cimeli lanciata nei giorni scorsi dalla Biellese con l’ammiccante incipit “Si torna in scena”, inizia a collezionare mattoni sui quali edificare un grande progetto di sensibilizzazione e di rilancio del calcio cittadino!

La prima maglia ad essere stata consegnata materialmente porta impresso all’altezza del cuore il logo ufficiale del club personalizzato dalla dicitura realizzata per il Novantennio: 1902-1992! L’ha consegnata nel quartier generale bianconero il sottoscritto, nella duplice veste istituzionale e personale. Un gesto fatto di cuore sostanzialmente per due motivi!!

Il primo perché ritengo lodevole l’iniziativa della società bianconera e mi auspico che possa trovare continuamente la linfa necessaria per rispolverare un secolo abbondante di storia. Sono convinto che con questa gestione societaria stiano cambiando le dinamiche per riproporre sul pennone più alto dello stadio il vessillo bianconero, non solo metaforicamente. Dal mio punto di vista osservo comportamenti e strategie meritevoli di lode e attenzione, sia pubbliche che private. A volte basta poco per cambiare un assetto critico. Si può iniziare dal mettere i semplici puntini sulle “i” per poi crescere senza mai fare un passo più lungo della gamba. Step by step. Come ex addetto ai lavori della Biellese 1902, auspico altresì che questa dizione torni di moda a stretto giro di posta, azzerando definitivamente ogni tipo di incomprensione sorta nell’ultimo decennio. Deve tornare ad esserci una sola Biellese, senza mugugni e distinzioni di sorta.

Il secondo motivo invece privilegia il lato più umano e intimo di ognuno di noi. Come uomo, cittadino e tifoso, desidero appoggiare in prima persona l’iniziativa cara al presidente Luca Rossetto e al mister dei miei bei tempi Luca Prina, dando il buon esempio. Ricordando la mia gioventù nel Nagc bianconero, ma ancor di più la passione trasmessami da papà Luigino verso questo grande amore che si chiama Biellese, anche a nome di mio fratello Davide e di mamma Carla, ho avuto il grande piacere di donare una maglia bianconera della mia collezione, proprio in memoria di papà. Ne sarebbe anche lui felice ed orgoglioso, ne sono certo. Ho scelto una maglia celebrativa, quella ufficiale del Novantennio, che incarna tanti valori che spero possano continuare ad essere tramandati alle generazioni future. Una casacca che ha brillato, seppure con tragico destino, nella stagione 1992/93.

Sul campo quella Biellese si era guadagnata, con le proprie forze e incommensurabili meriti, la salvezza sul campo. Poi il disastro. Ma si sa che solo chi cade può rialzarsi in piedi. Dopo quella Biellese ci furono tante altre belle storie colorate di bianconero. Chissà che queste parole non possano essere la miglior profezia per un nuovo ciclo vincente e soprattutto avvincente. Chiudo con un pensiero che mi sta a cuore. Questa maglia era indossata nella sfida decisiva da un ragazzo biellese: il diciannovenne Marco Milan. Anche il numero non è casuale: 5. Il numero della leggenda, il numero della maglia di un altro ragazzo biellese: Lorenzo Mazzia! Nella staffetta dei sentimenti invito chi può a seguire il mio umile esempio. Il grido di battaglia è quello dei vecchi tempi: FORSA BIELA!

Chiudo evidenziando il messaggio che la Biellese ribadisce a sua volta a tutti coloro che hanno a cuore la maglia bianconera. Lo slogan iniziale è una citazione di Nelson Mandela: «Il ricordo è il tessuto dell’identità». Vanno al centro del bersaglio i promotori dell’iniziativa Luca Prina e Luca Varacalli: «Come società abbiamo voluto fortemente questa iniziativa per riscaldare i cuori storici bianconeri, perché desideriamo ripartire anche da chi ha sempre sostenuto questa società. Stiamo ricevendo molte chiamate e messaggi, uno storicissimo tifoso è persino venuto a trovarci in sede per condividere i suoi ricordi e le sue esperienze da “ultras” bianconero. Vogliamo ricordare la storia per scrivere nuove pagine ricche della stessa passione!».

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