BiellaSale & Pepe
Padroni a casa nostra, un bel tacer non fu mai scritto
La nuova versione di “Sale & Pepe”, la rubrica curata da Luigi Apicella
La miglior difesa non è l’attacco, come recita il proverbio, bensì il silenzio. Sul caso ormai noto a tutti della bisteccheria romana con sede legale a Biella che ha visto il coinvolgimento – a vario titolo – di esponenti di spicco di fratelli d’Italia pare sia sceso il sipario. Non dico dal punto di vista giudiziario e delle indagini in corso – per le quali ovviamente non entro nel merito – ma piuttosto dal punto di vista politico. Su questo fronte, che è quello che mi interessa, la classe politica al governo della città divaga, fa finta di nulla, parla d’altro, quasi che il fatto non li riguardi da vicino. Insomma, avanti tutta nonostante tutto!!
Ma gli amministratori di Biella non sono i soli, su questo fronte, a tenersi alla larga – per ora – dagli inevitabili effetti “collaterali” di questa incresciosa vicenda: mi riferisco agli altri eletti territoriali in Parlamento, anch’essi al governo di centrodestra, di cui sarebbe interessante quantomeno un parere politico, una dichiarazione in merito ai fatti noti. Invece no, tutto tace chissà forse in nome del silenzio assenso, o piuttosto in attesa di smarcarsi a tempo debito, a cose fatte. Nel frattempo, nel pieno “mood biellese” meglio non dire nulla e recitare la parte dei “bugianen”. In ogni caso non è che per il semplice fatto di non parlarne, un fatto (grave) possa scomparire o essere etichettato come semplice “leggerezza”.
Un primo aspetto, politico, di una certa rilevanza, è quello che riguarda il presidente della Provincia Ramella Pralungo, recentemente rieletto con anche i voti di esponenti politici di centrodestra. Segno questo che testimonia, da un lato, il valore della persona, dall’altro, che certe logiche di appartenenza di principio, a destra, seppure silenziosamente, stanno scricchiolando. Sarà vera gloria? Altro banco di prova, interessante, le celebrazioni per il prossimo 25 aprile, festa della Liberazione, in cui tutte le cariche cittadine saranno chiamate a confrontarsi sul reale valore di quest’anniversario, specie in tempi di guerra come i giorni attuali in cui credo che una volta di più vadano dimostrati – concretamente – rispetto delle istituzioni, dirittura morale, senso dello Stato.
In attesa di tutto questo la città – per tornare ai “bugianen” qui citati nel suo significato più ironico – resta una volta di più al palo: funicolare, simbolo della città, chiusa a data da destinarsi (nonostante la politica locale abbia fatto a gara per attribuirsi il merito per il riconoscimento del Piazzo a borgo tra i più belli d’Italia), l’elettrificazione della Biella Novara ancora in alto mare (il progetto doveva essere pronto nell’estate del 2025), le funivie di Oropa per la cui riapertura si allungano i tempi (come volevasi dimostrare) di ripristino nonostante i soliti slogan parolai di chi questo territorio dovrebbe non solo amministrarlo ma anche tutelarlo. E allora di fronte a questo quadro impietoso, mi viene un po’ da sorridere leggendo sui social qualche commento dei nostri leghisti biellesi al seguito della poco fortunata manifestazione della Lega (e di Salvini) a Milano.
Tutti, infatti, a ripetere orgogliosamente sui loro rispettivi profili lo slogan invecchiato male “padroni a casa nostra”: visto lo stato attuale della nostra città e del nostro territorio (la lega è in maggioranza…) forse sarebbe meglio che “i padroni” fossero altri. Come direbbe qualcuno e mai come in questo caso, un bel tacer non fu mai scritto…
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Sonia
23 Aprile 2026 at 18:54
Il silenzio sulla vicenda e’ uba cosa gravissima ma non c’era da aspettarsi altro da chi doveva invece parlarne eccome, e ramella pralungo rieletto che dice che non hanno i fondi per chiudere le buche, sono 2 gravissimi aspetti che danno un’ immagine chiara su chi amministra il biellese.. la provincia, il bitume, quanto lo paga al quintale ??? 15 € ??????