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Concertozzo, film o telenovela?

La nuova versione di “Sale & Pepe”, la rubrica curata da Luigi Apicella

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Il Concertozzo del prossimo giugno a Biella rappresenta qualcosa di più di un evento musicale all’insegna della buona musica e dello stare insieme. È un evento nell’evento all’insegna della solidarietà e dell’inclusione grazie a Pizzaut, progetto sociale che favorisce l’inserimento nel mondo del lavoro di ragazze e ragazzi autistici. Tanta roba direbbe qualcuno, specie in un momento storico come l’attuale in cui incertezza ed indifferenza la fanno da padrone. Se non ci credete andate a cercarvi il servizio su YouTube riguardante la visita della premier Meloni, lo scorso primo maggio, a Monza proprio ai ragazzi di Pizzaut.

Al di là dell’appartenza politica di ciascuno, é il valore simbolico di quell’incontro a fare la differenza, gli abbracci e il sorriso di quei giovani desiderosi di far vedere a tutti, premier compresa, l’orgoglio e la soddisfazione per il proprio lavoro che per una volta non li esclude ma li integra grazie ad un’iniziativa che merita la massima attenzione e visibilità. “Fare le pizze” è da sempre un’arte che presuppone sentimento, attenzione, passione come tutta l’arte della cucina specie se ci troviamo in Italia. Per questo, avere la possibilità di vivere questo progetto sociale anche a Biella dovrebbe rappresentare per tutti un’occasione unica di crescita personale, di attenzione al prossimo fatta con i fatti.

Eppure qui da noi, a poco più di un mese da questo evento, c’è ancora qualcuno che ritiene questa manifestazione in piazza Falcone un sopruso dell’amministrazione cittadina, un affronto ai propri diritti di lavoratori ambulanti (non siamo oggetti da spostare dicono, in estrema sintesi, i rappresentanti di questa protesta). Dobbiamo intenderci su alcuni punti: il mercato europeo recentemente in città, oltre ad un buon movimento di pubblico aveva una componente molto forte di solidarietà con AISM che è stata giustamente celebrata da tutti, compresi coloro che stanno facendo le barricate per impedire Il Concertozzo in collaborazione con Pizzaut.

Non esistono solidarietà di serie A o di serie B, o solo quando i sacrifici gli devono fare gli altri; la solidarietà è trasversale e senza colore politico. Io credo che l’organizzazione del Concertozzo andasse gestita meglio, senza dubbio, ma ora che siamo quasi a ridosso dell’evento si debba fare un passo avanti per gestire le cosa in maniera collaborativa tra Comune e fronte del no con il minore impatto per tutti e per il buon nome della nostra città. Diversamente mi verrebbe da pensare che tutta sta manfrina su piazza Falcone sia la classica patata bollente strisciante interna alla maggioranza per arrivare ad una resa dei conti tutta poltrone e politica. Un accordo alla fine, con tanto di contropartita, vedrete lo troveranno. A meno che non si voglia arrivare ad una piazza Falcone presidiata da forze dell’ordine in tenuta antisommossa contro i “rivoltosi ambulanti”…

Sarebbe una sceneggiatura perfetta per un film poliziesco anni ’70 ma poco credibile per la nostra città e per gli stessi attori “protagonisti” di questa protesta, sempre meno film e sempre più telenovela…

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