BiellaPensieri e parole
Souk e Bazar a Biella
Ecco “Pensieri e Parole”, la rubrica curata da Vittorio Barazzotto
“Ho faticato a riconoscere la Biella di trent’anni fa, mi sono domandata se ci fosse un souk in centro. L’immigrazione funziona solo quando è possibile garantire lavoro e dignità”. Con queste parole, qualche giorno fa il Sindaco di Quaregna Cerreto, Katia Giordani, ha espresso quello che tanti pensano.
Lo scorrere del tempo cambia forma alle città, niente di nuovo né di allarmante di per sé, ma stiamo assistendo ad un declino causato dall’accettare sempre di più l’assenza di regole o di diritti.
I monopattini sfrecciano in contromano, i ciclisti sui marciapiedi o i rider sempre più sfruttati su bici di fortuna non ci stupiscono più; sono ormai un dato di fatto a cui siamo assuefatti, che però erodono giorno dopo giorno la nostra capacità di sopportazione, la solidarietà e fanno emergere discriminazione e razzismo.
Pensiamo a quanto successo a Taranto: un uomo di colore che all’alba va a lavorare in bici e un gruppo di minorenni italiani che lo aggrediscono con una ferocia tale da ucciderlo. Non ci sono ragioni, solo futili motivi. Il dettaglio sconcertante è che l’uomo avrebbe cercato rifugio in un bar e da lì sia stato allontanato, sicuramente per paura o per un pregiudizio del titolare, abbandonandolo al suo tragico destino.
L’indignazione sociale e politica è stata nulla, mentre se l’aggressione fosse avvenuta ai danni di un uomo italiano la storia sarebbe stata raccontata in un altro modo.
Come risolvere nel nostro piccolo territorio il rischio di andare incontro a casi simili? Certamente aumentare i controlli sulle condotte più pericolose e potenziare la formazione professionale sarebbe un modo per proteggere i valori alla base della nostra fragilissima democrazia, favorendo così anche l’integrazione.
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