Seguici su

BiellaPausa Caffè

Anziani, badanti e RSA: tutela o speculazioni?

Ecco “Pausa Caffè”, la rubrica settimanale di Giorgio Pezzana

Pubblicato

il

rubrica pezzana

Mi rifaccio all’articolo di Paolo La Bua comparso su questo giornale il 13 maggio scorso ed intitolato “RSA solo per i ricchi” permettendomi qualche riflessione in più su di un tema che certamente investe il nostro territorio più di altri. Nel Biellese infatti sono più di 45mila le persone che hanno superato i 65 anni di età a fronte di una popolazione complessiva di circa 168mila abitanti. Il rapporto tra pensionati e popolazione attiva è ormai di uno ad uno e sta lentamente vedendo i pensionati in ulteriore crescita.

Tutto ciò conferma che il Biellese è una delle realtà con l’età media più elevata in Italia, forse la più elevata in assoluto in Piemonte. Ciò significa che il bisogno di Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) è in costante aumento. Ma le rette per l’accoglienza di anziani in queste strutture si stanno facendo sempre più proibitive e forse sarebbe il caso di saperne qualcosa in più. Si parla di rette tra i 2.500 ed i 3.000 euro al mese. Facciamo una media, diciamo 2.700 euro. Una RSA che disponga di 40 posti letto, dalle rette, ogni mese, ricaverà dunque circa 108mila euro che in un anno valgono circa un milione e 300mila euro. E con un introito di un milione e 300mila euro non si riesce a badare a 40 anziani per un anno?

Considerando anche che si hanno notizie di personale mediamente scarso e mal pagato, cibi non sempre eccelsi, consumi ridotti ( so di personale addetto alle pulizie che lamenta spesso la carenza di detergenti e carta igienica), sarebbe interessante poter pubblicare o almeno visionare con calma un bilancio di alcune di queste strutture per capire quali possano essere le spese che rendono affannosa la gestione delle residenze per anziani e quali sono gli utili che ne ricava chi le gestisce (ovviamente, nessuno investe o lavora per niente). Dati dimostrabili e trasparenti, senza voler muovere accuse a nessuno. Perché la verità è che la maggior parte di famiglie che devono occuparsi di persone anziane, non ce la fa a sostenere rette di questo tipo e siamo arrivati al punto che diverse donne stanno rinunciando al loro lavoro per poter rimanere a casa ad occuparsi dei congiunti anziani. Del resto, non costano molto meno neppure le badanti, perlopiù straniere, sempre appese ai loro cellulari e che nell’anziano vedono solo una risorsa economica che consente di inviare soldi a casa.

E’ evidente che, vista la situazione anagrafica del Biellese, sarebbe opportuna una riflessione ampia con un coinvolgimento ed un controllo più assiduo da parte delle istituzioni.

Una società davvero civile gli anziani li tutela e non li fa sentire un peso.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie de La Provincia di Biella e segui la nostra pagina Facebook

E tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *