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BiellaIl Dardo

Decreto Coltelli: Se la legge disarma gli onesti e ignora i criminali

La nuova versione de “Il Dardo”, la rubrica di Guido Dellarovere

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C’è un paradosso tutto italiano che si sta consumando tra le pieghe del nuovo Decreto Sicurezza, in vigore dal 25 febbraio scorso. Si chiama “lotta al crimine”, ma nei fatti assomiglia terribilmente a una persecuzione punitiva verso chi le leggi le ha sempre rispettate. Mentre le cronache delle nostre città continuano a grondare sangue per accoltellamenti perpetrati da chi della norma se ne infischia per definizione, lo Stato risponde stringendo il cappio al collo di cacciatori, escursionisti e cittadini comuni.

L’assurdità è servita: il nuovo testo normativo introduce restrizioni talmente rigide e confuse da trasformare un banale coltello pieghevole con blocco della lama – strumento di lavoro quotidiano per chi vive il mondo rurale – in un corpo di reato da codice penale. Siamo alla follia burocratica: oggi, un cittadino onesto rischia la denuncia anche se tiene un coltellino in fondo a uno zaino, perché il concetto di “porto” è stato talmente esasperato da annullare ogni distinzione logica con il “trasporto”.

La realtà dei fatti contro l’ideologia, questa modifica è un’assurdità. Il dato politico e sociale è sotto gli occhi di tutti: l’inasprimento non ha tolto una sola lama dalle mani dei delinquenti (i cosiddetti “maranza” o la criminalità di strada), che continuano a girare armati indisturbati. In compenso, ha creato una paralisi per chi usa questi strumenti per attività lecite. Si è passati dal “giustificato motivo” al divieto assoluto per tipologie di coltelli comunissime, con lame superiori ai 5 cm o dotate di blocco, rendendo di fatto illegale ciò che fino a ieri era normale amministrazione.
In questo scenario di isteria legislativa, si inserisce il lavoro chirurgico e razionale dell’ufficio legale di Federcaccia. Grazie alla collaborazione con l’On. Bruzzone, è stato messo a punto un pacchetto di proposte emendative che puntano a riportare un briciolo di buonsenso nel testo durante la fase di conversione in legge al Senato che qui di seguito elenco:

I punti della proposta sono lineari e necessari:

1. Innalzamento dei limiti: Portare il limite per i coltelli “generici” da 8 a 12 centimetri, una misura che rispecchia le reali esigenze d’uso nel mondo venatorio e agricolo.

2. Presunzione di trasporto:Introdurre finalmente la distinzione tra porto e trasporto. Se il coltello è a bordo di un veicolo o di un natante, si deve presumere il trasporto. Non è tollerabile che un cittadino debba “spiegarlo al giudice” dopo essere stato denunciato per un coltello chiuso in un cruscotto.

3. Riabilitazione dei pieghevoli: Cancellare il divieto assoluto per i coltelli con blocco della lama o apertura a una mano. Questi non sono strumenti d’offesa occulti, ma attrezzi di sicurezza. Il divieto deve restare – giustamente – solo per lame a scatto, farfalla o camuffate.

Concludendo c’è da sottolineare un plauso va a Bruzzone e Federcaccia per aver agito con prontezza. La sicurezza non si fa disarmando chi rispetta le regole, ma colpendo chi le viola. Se il Senato non recepirà questi emendamenti, il Decreto Sicurezza resterà l’ennesimo monumento all’inefficienza: duro con gli onesti, inutile contro i criminali.

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10 Commenti

1 Commento

  1. GiantaX

    16 Marzo 2026 at 17:28

    Pur condividendo il pensiero di base devo farle sapere che con i problemi della caccia ha francamente sfracellato i testicoli. Scriva sulle riviste specializzate del settore se desidera ascolto.

  2. Giovanni Sella

    16 Marzo 2026 at 17:33

    Piena e completa solidarietà a quanto scrive Dellarovere.

  3. Luigi

    16 Marzo 2026 at 18:59

    Concordo con il trasporto di lame da taglio, ovvio che devono essere di misure giuste, non semplici temperini.

  4. Amr

    16 Marzo 2026 at 20:56

    è una legge talmente stupida che solo la destra poteva fare mi raccomando non andate in montagna col coltellino né a raccogliere funghi che pena questa legge di destra

    • Sandrone

      17 Marzo 2026 at 7:52

      Sei un povero comunista morto di fame

      • Filippo

        17 Marzo 2026 at 8:36

        Sarà un morto di fame, magari anche comunista, però rimane il fatto che la legge è stupida come tutta la destra e a chi si accoda prono.

        • Sandrone

          17 Marzo 2026 at 15:20

          Ecco un altro comunista morto di fame

  5. Amr

    17 Marzo 2026 at 11:08

    se chi non la pensa come voi è comunista, la vostra ignoranza non ha fine sulla sicurezza la destra fallisce in tutti i sensi siete mafiosi che comprate voti, più cresce il dissenso più comunisti ci saranno evviva

  6. Simo

    17 Marzo 2026 at 14:23

    ma perché tirare sempre in mezzo la festa e la sinistra,possibile che nessuno si renda conto che sono tutti uguali e vestono le magliette diverse…
    siete tutti ridicoli!!!

  7. steap63

    17 Marzo 2026 at 22:27

    Il solito ridicolo teatrino dx vs sx oltre alle fondamentali problematiche dei cacciatori “amanti e difensori della natura” che sono la spina dorsale di questo paese sempre più allo sbando. In effetti vi sono riviste specializzate su cui scrivere…. ma a chi frega dei cacciatori sparuta minoranza destinata all’estinzione.

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