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BiellaPensieri e parole

Biella e il silenzio del centro

Ecco “Pensieri e Parole”, la rubrica curata da Vittorio Barazzotto

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Sarà capitato anche a voi: è domenica, avete voglia di bere un caffè in centro a Biella e vi incamminate fiduciosi verso un bar. Poi però arriva quella sensazione un po’ malinconica: serrande abbassate, luci spente, strade quasi vuote.

La stessa scena può ripetersi il lunedì, o negli altri giorni della settimana se ci si avventura fuori dagli orari più canonici.

Provate ad avere degli ospiti a cena e, dopo aver mangiato, decidere di fare due passi in centro per concludere la serata con qualcosa da bere. Non è raro trovarsi a girare un po’ a vuoto, alla ricerca di un locale aperto.

Qualche anno fa anche il comico Angelo Duro, durante uno spettacolo al Teatro Odeon, aveva ironizzato su questa situazione chiedendosi dal palco se fossimo ancora in lockdown per qualche nuova epidemia. La battuta aveva fatto ridere, ma forse proprio perché conteneva una verità riconoscibile.

Eppure Biella non è una città priva di movimento. Ogni domenica le strutture sportive ospitano partite, gare e competizioni che portano in città atleti, accompagnatori e famiglie. Persone che arrivano da fuori, che magari hanno qualche ora libera prima o dopo le gare e che cercano semplicemente un bar, un locale, un luogo dove fermarsi.

Non è raro vederli passeggiare per il centro, fare qualche passo qua e là, quasi spaesati. Non sembrano distratti da pensieri agonistici: piuttosto stanno cercando qualcosa che spesso faticano a trovare.

Si dice spesso che la colpa sia dei centri commerciali. Un centro storico cittadino vivo, curato, illuminato, con fiori, musica, iniziative originali e legate alla cultura del territorio non teme la concorrenza. Anzi, diventa esso stesso una destinazione.

Forse servirebbe meno retorica e qualche slogan in meno sulla “valorizzazione del centro”. E, al contrario, un po’ più di studio, di ascolto, di riflessione e di modestia.

Perché l’accoglienza di una città non si misura solo nei progetti o nei proclami, ma anche in un gesto semplice: la possibilità, per chi arriva o per chi ci vive, di trovare un bar aperto dove bere un caffè.

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7 Commenti

1 Commento

  1. Giovanni Sella

    16 Marzo 2026 at 17:38

    Niente e nessuno mai potrà riportare in vita la Biella che fu. Però qualcuno potrebbe smetterla di fare polemica, sempre la solita, trita e ritrita, vecchia e stantia, sul solito argomento. Basta per favore, anche i sanpietrini messi a nuovo conoscono questa storia e anche loro non ne possono già più. Il centro di Biella è M O R T O e NESSUNO lo riporterà MAI in vita. MAI. Ora è un po’ più gradevole (il che è tutto dire vista la intrinseca bruttezza di Via Italia) ma scordatevi nel modo più completo e assoluto che qualcuno mai, a prescindere dal colore politico o da altre militanze, riuscirà a restaurare i fasti del centro di Biella dei tempi che furono. Mettetevi il cuore in pace e accontentatevi che non sia peggio.

  2. Luigi

    16 Marzo 2026 at 19:02

    Parole Sante

  3. Amr

    16 Marzo 2026 at 21:01

    cazzate come sempre il centro potrà vivere se si svolgono iniziative per portare gente , ma la destra è a corto di idee , musica jazz , mostre , danze popolari gioia che non c e per forza che il centro muore, no il mercato non fa rivivere il centro mettetelo bene in testa è una cavolata solita di destra

  4. Emerson

    16 Marzo 2026 at 23:20

    questi non vogliono capire che la generazione dei mitici anni 80 , non esiste più , i giovani non vanno più in giro al centro, stanno a casa a rincoglionirsi con lo smartphone o guardare film e serie tv su Netflix , non è un problema di come è il centro di Biella, il problema sono le nuove generazioni che vivono in una maniera diversa a confronto di 60 anni fa.
    Fatevene una ragione……e ricordate che sarà sempre peggio…..

  5. Sandrone

    17 Marzo 2026 at 7:55

    Chi la mummia barazzotto o lo staliniano “amr”? HAHAHAH ma cosa vuoi che capiscano… sono dei poveretti che vivono nel passato 😀

  6. Amr

    17 Marzo 2026 at 11:11

    nel passato ci state trascinando voi di destra ,ed è la fine che la nazione di pecore stupide senza cultura faranno, ma le resistenza rinascerà più forte di prima, seguite Trump e i meloniani e finiremo nella brace

    • Sandrone

      17 Marzo 2026 at 15:22

      Ma quale resistenza, poveraccio che non sei altro. Nemmeno gli elettori di sinistra votano più la sinistra, HAHAHAHAHA. Vai a leccare il c*lo alla tua amica salis.

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