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Fa prostituire la moglie. Arrestato 49enne di Chiavazza

Una vicenda incredibile

Fa prostituire la moglie. Arrestato 49enne di Chiavazza.

Una vicenda incredibile

Vicenda scioccante a Chiavazza: marito fa prostituire la moglie per avere denaro a sufficienza da giocare nelle sale slot. A scoprirlo sono stati i carabinieri del Nucleo Investigativo di Biella guidati dal maggiore Massimo Colazzo. I militari dell’Arma nei giorni scorsi,  a seguito di un servizio di controllo, pedinamento e di indagine volta a contrastare lo sfruttamento e il favoreggiamento della prostituzione, sono intervenuti in un appartamento del quartiere biellese, dove hanno scoperto l’uomo in flagranza di reato, consumato poco prima. Secondo le accuse, aveva costretto la sua compagna, nonché moglie, alla prostituzione, sotto la minaccia di violenze psicologiche e maltrattamenti, probabilmente con il solo obiettivo di reperire denaro per continuare a scommettere e giocare.
Si tratta di un 49enne biellese, pensionato e pregiudicato. E’ lui l’uomo che, secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, da quattro anni, con presunte minacce di violenze fisiche e psicologiche, costringeva la moglie, 54enne alla prostituzione e alla questua in varie città piemontesi. Tutto ciò, pare, per nutrire il suo stato di grave “ludopatia”, da tempo diventato evidentemente un grande problema.
Mercoledì mattina l’uomo è quindi stato arrestato e accompagnato presso la casa circondariale di Biella. Attualmente si trovava già sottoposto alla misura della libertà vigilata perché imputato per altri episodi analoghi. L’udienza di convalida si è svolta ieri nel carcere di via dei Tigli. L’uomo è assistito dall’avvocato Chiara Perona, sostituita in questa occasione dall’avvocato Domenico Duso, che ha chiesto al gip Claudio Passerini di valutare una misura più attenuata rispetto alla custodia cautelare in carcere proposta dal sostituto procuratore Francesco Carrai.
Per l’avvocato Duso, gli episodi che vengono contestati a quest’uomo hanno sicuramente rilevanza da un punto di vista penalistico, ma l’intera vicenda segnala soprattutto una situazione di grave disagio e di grande degrado, in cui le persone coinvolte mostrano da tempo significative problematiche sul piano psicologico, se non addirittura psichiatrico.

 

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