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Pavese condannato a due mesi per molestie a una biellese

Un 42enne di Pavia ha mandato con insistenza messaggi sessualmente espliciti, sul telefono di una signora residente in città. Ora il giudice monocratico, Vincenza Puglisi, gli ha inflitto 60 giorni di carcere sospesi grazie alla condizionale

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Un 42enne di Pavia ha mandato con insistenza messaggi sessualmente espliciti, sul telefono di una signora residente in città. Ora il giudice monocratico, Vincenza Puglisi, gli ha inflitto 60 giorni di carcere sospesi grazie alla condizionale

Proposte indecenti via sms e richieste sessualmente esplicite: condannato a due mesi di reclusione. Questa la pena inflitta a un uomo di 42 anni residente a Pavia che per mesi ha molestato una biellese. La sentenza è stata emessa mercoledì 19 giugno dal giudice monocratico del tribunale di Biella, Vincenza Puglisi, che ha imposto all’uomo anche il pagamento delle spese processuali. Il giudice ha concesso all’imputato la sospensione della pena con la condizionale. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 30 giorni.

I fatti contestati all’uomo risalgono al 2009 e si sono protratti fino al mese di marzo del 2010. Stando a quanto riportato dal capo di imputazione il 42enne, difeso di fiducia dall’avvocato Marta Miante di Vigevano, ha – come detto – in più occasioni molestato sessualmente una donna biellese di quattro anni più giovane di lui. Le ha mandato una raffica di messaggini sul telefonino, dicendole: "Sto ancora aspettando che tu faccia l’amore con me. Quando ti decidi?". Poi ancora, frasi più spinte: "Perchè non mi mandi una foto del tuo bel corpicino nudo?". L’ha chiamata “lurida puttanella”, chiedendole insistenemente foto e video. La donna, esasperata da quelle richieste, alla fine si era rivolta ai carabinieri, che avevano fatto scattare nei confronti del molestatore i dovuti provvedimenti.

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