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Madre e nonna piombano di nuovo nella paura: 43enne torna in carcere
Secondo l’accusa, vessazioni e aggressioni sarebbero riprese il giorno stesso della scarcerazione. L’uomo ha già tre condanne definitive per fatti analoghi.
Madre e nonna piombano di nuovo nella paura. Un uomo di 43 anni, O.A. di Brusnengo, è stato raggiunto da una misura cautelare in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Aveva concluso appena due settimane prima una pena definitiva di un anno e sei mesi per fatti simili. Secondo gli inquirenti, le vessazioni sarebbero ricominciate già il giorno della scarcerazione, ancora ai danni della madre di 65 anni e della nonna di 87.
Il rientro nell’abitazione condivisa con le due donne avrebbe segnato il ritorno a un clima di paura che la famiglia conosceva da tempo. La nonna, peraltro invalida, sarebbe stata tra le persone più esposte.
Madre e nonna piombano di nuovo nella paura
Il quadro delineato dall’accusa comprende insulti ripetuti, minacce e improvvise esplosioni di aggressività, con danni a mobili e oggetti della casa. Episodi che, secondo le ricostruzioni, avrebbero reso la convivenza nuovamente insostenibile. Le intimidazioni sarebbero state accompagnate anche da violenze fisiche, non soltanto da offese e gesti di rabbia.
Tra i fatti più gravi figurano alcuni colpi che l’uomo avrebbe sferrato contro la nonna, compresi pugni alla testa. Si tratta di contestazioni ancora da verificare, ma ritenute particolarmente allarmanti dagli inquirenti anche per le condizioni dell’anziana.
I precedenti penali dell’uomo
Nei giorni scorsi il 43enne è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari. Il pubblico ministero ha chiesto che l’uomo rimanga in carcere, ritenendo concreto il rischio di nuovi episodi. La richiesta punta a tutelare madre e nonna da ulteriori possibili aggressioni.
A pesare sulla valutazione della situazione è anche il passato giudiziario dell’indagato: risultano tre condanne definitive per maltrattamenti contro le stesse familiari. L’ultima pena, durata un anno e sei mesi com detto, era stata appena scontata. Le accuse attuali riguardano dunque persone già coinvolte nei precedenti.
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