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Il fuoco avanza, notte di paura in Valsessera

Ancora acceso un vasto fronte

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Il fuoco avanza, notte di paura in Valsessera

Il fuoco avanza, notte di paura in Valsessera

Resta critica nella serata di oggi, sabato 8 agosto, la situazione dell’incendio che da giorni sta devastando l’alta Valsessera. Le maggiori preoccupazioni si concentrano ora sul vasto fronte che sovrasta il santuario del Cavallero, dove le fiamme stanno progressivamente scendendo verso il fondovalle nonostante il lavoro incessante dei Canadair. Da Coggiola il fuoco è chiaramente visibile e l’avvicinarsi della notte, quando i mezzi aerei dovranno necessariamente interrompere le operazioni, alimenta l’apprensione tra i residenti.

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Il fuoco scende nei canaloni sopra il Cavallero

Come riferisce Notizia Oggi, per tutta la giornata i Canadair hanno effettuato continui passaggi e lanci d’acqua sul fronte più difficile dell’incendio. Ed è intervenuto anche un elicottro dei vigili del fuoco. Il problema è rappresentato soprattutto dalla conformazione della montagna: le fiamme stanno avanzando all’interno di canaloni ripidi e scoscesi, dove l’intervento diretto delle squadre a terra risulta estremamente difficile, se non proibitivo.

A complicare ulteriormente le operazioni – come racconta Notizia Oggi – è la vegetazione completamente secca dopo mesi caratterizzati da caldo e scarsità di precipitazioni. Il sottobosco offre così al fuoco materiale facilmente infiammabile e le fiamme continuano a trovare nuovo combustibile lungo la loro discesa. Operazioni di contenimento sono proseguite anche sull’altro versante, in direzione di Postua e della vallata del torrente Strona.

Il vescovo di Biella tra soccorritori e volontari

Nella giornata di oggi ha raggiunto la zona delle operazioni anche il vescovo di Biella, monsignor Roberto Farinella, che ha voluto incontrare e incoraggiare le persone impegnate ormai da giorni nell’emergenza: vigili del fuoco, volontari Aib, carabinieri e residenti che stanno seguendo con crescente preoccupazione l’evoluzione dell’incendio.

Rimangono intanto in vigore le limitazioni per chi frequenta la montagna. È vietato percorrere il sentiero e lo sterrato che costeggiano il Sessera e conducono verso il santuario del Cavallero, sia con accesso dalla zona di Zuccaro sia da Masseranga. Più in generale resta fondamentale non avvicinarsi alle aree interessate dalle operazioni, anche per non intralciare uomini e mezzi impegnati nell’emergenza.

Problemi all’acquedotto di Coggiola

L’incendio sta iniziando ad avere conseguenze anche sui servizi del territorio. A Coggiola sono stati segnalati problemi al funzionamento dell’acquedotto e l’amministrazione comunale ha chiesto ai cittadini pazienza, raccomandando soprattutto di limitare il consumo di acqua agli utilizzi strettamente necessari.

Nel frattempo, per tutta la giornata la valle è stata attraversata dal rumore continuo dei Canadair. Anche il fumo acre prodotto dall’enorme quantità di vegetazione bruciata si è diffuso a grande distanza, arrivando a interessare anche la Valsesia. Il rogo continua così a far sentire i propri effetti ben oltre l’area direttamente interessata dalle fiamme.

L’incognita della notte senza Canadair

Rispetto alle ore precedenti, il fronte che scendeva verso le frazioni alte di Coggiola era stato contenuto e risultavano risparmiati il rifugio dell’Alpe Ponasca, quello della Ciotta, le baite delle Piane di Viera e le strutture di Noveis. Ma l’emergenza si è progressivamente spostata verso Foscale e soprattutto sui canaloni che sovrastano il Cavallero. Il che non significa che più in alto la situazione sia tranquilla: si accendono continuamente nuovi focolai, per cui occorre la massima vigilanza.

Ed è proprio guardando quel fronte dalla valle che cresce ora la preoccupazione. Con il tramonto i Canadair devono interrompere i voli e sulle zone più impervie sarà molto difficile intervenire da terra, solo sorvegliare. Dopo giorni di lotta contro uno degli incendi boschivi più vasti che abbiano interessato la Valsessera negli ultimi anni, la domanda che accompagna l’arrivo della notte è inevitabile: fin dove riusciranno a spingersi le fiamme prima che, domani mattina, i mezzi aerei possano tornare in azione?

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