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Escrementi nell’ascensore, urina e dispetti quotidiani: «Siamo esasperati»

I residenti di un palazzo Atc chiedono aiuto: «Va avanti così da 2 anni. Sappiamo chi è, ma non abbiamo prove video e nessuno interviene»

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escrementi nell'ascensore

Escrementi nell’ascensore, urina e dispetti quotidiani. O magari la candeggina sul pianerottolo. Oppure liquidi ignoti spruzzati sui muri. Altre volte possono essere uova che volano dal balcone. O bigliettini con insulti e offese razziste infilati nelle buche e lasciati davanti alle porte.

È quanto denunciano di dover affrontare quasi quotidianamente le famiglie che vivono in una delle palazzine Atc di Biella. Esasperati, una quindicina di residenti hanno contattato la nostra redazione per segnalare ciò che stanno vivendo ormai da due anni. Perché non sanno più a chi rivolgersi per risolvere il problema. Loro sembrano non avere dubbi su chi sia a mettere in atto questi comportamenti che stanno rendendo impossibile una normale convivenza civile nel condominio. Ma non hanno prove concrete in mano. E non potendo dimostrare le loro convinzioni, diventa difficile ottenere risposte efficaci da istituzioni e autorità.

Escrementi nell’ascensore, urina e dispetti quotidiani

«Non ne possiamo più – spiega una delle persone durante un incontro improvvisato nell’androne del palazzo – ormai questi episodi sono quasi quotidiani. Si immagini dover prendere l’ascensore ogni mattina temendo di trovarci dentro degli escrementi o sostanze di ogni genere… L’altro giorno, ad esempio, era tutto schizzato di un liquido rosso, apparentemente mercurocromo. E ogni volta c’è qualcuno di noi che deve prendersi la briga di pulire. Oltretutto qui vivono anche persone disabili, che se trovano l’ascensore in quelle condizioni non hanno nemmeno la possibilità di dire “vabbè, prendo le scale”».

«Andiamo tutti d’accordo – aggiunge un uomo -, nessuno dà fastidio. I problemi sono iniziati da quando è arrivata questa persona (quella che ritengono responsabile degli atti, ndr). Il clima diventa sempre più pesante».

Dicono di averle tentate tutte: «Abbiamo anche provato a parlarle più volte – rimarcano alcuni residenti – sperando di poter instaurare almeno un dialogo, ma lei nega. È stato tutto inutile e non è cambiato nulla».

Qualcuno dice di essere riuscito a vederla mentre si allontanava dopo uno degli episodi in questione, ma non basta.

«Abbiamo chiamato le forze dell’ordine più di una volta – chiarisce una donna – e sono anche venute a fare più d’un sopralluogo. Ma se non presentiamo dei video diventa difficile dimostrare le responsabilità. Servono le prove, ma non è facile sorprendere e filmare una persona che esce di casa, apre la porta dell’ascensore e ci butta dentro dell’urina. Bastano pochi secondi, è difficile ‘immortalare’ il momento in flagranza».

Non potendo dimostrare ciò di cui sembrano tutti convinti, hanno tentato altre vie rivolgendosi direttamente ad Atc.

Raccolta firme

«Già un anno fa abbiamo raccolto una quindicina di firme – raccontano – e abbiamo chiesto di poter installare delle telecamere. In modo da dissuadere questa persona a continuare in questo modo oppure di poterla immortalare se continua. Siamo anche disposti a pagarcele di tasca nostra, non pretendiamo che sia Atc a farsi carico dei costi. La risposta per adesso è stata negativa: niente telecamere. È assurdo, anche perché dovrebbe essere pure un loro interesse evitare che vengano imbrattati o danneggiati ascensori, muri e pianerottoli. Abbiamo poi raccolto altre firme per sollecitare almeno un intervento, per chiedere che un responsabile venisse a parlare con noi. Nulla».

Intanto i dispetti continuano. E non si limitano agli escrementi o ai liquidi lanciati e versati.

Messaggi offensivi

«Quasi tutti i giorni – spiega un’altra donna – le targhette con i nomi per la posta vengono rimosse e buttate dentro alle buche. E poi ci sono i biglietti, i messaggi che molti di noi trovano proprio dentro alla buca o davanti alla porta di casa».

Ne mostrano alcuni che hanno conservato nelle ultime settimana. Si leggono insulti e offese. Le parole più offensive sono riservate agli stranieri, con “inviti” tipo “sparisci marocchina”, “fatti curare marocchino di m…”, “ti conviene andartene”. Altre frasi, poi, appaiono sconnesse e poco comprensibili.

«Non capiamo perché questa persona si comporti così – spiegano altri residenti – e umanamente ci dispiace pure. Ma non possiamo rimetterci noi, non possiamo essere abbandonati a noi stessi e subirne gli atteggiamenti e i comportamenti più assurdi. Non chiediamo chissà cosa, solo che qualcuno si faccia finalmente carico della situazione e trovi il modo di risolverla. Se mancano le prove, allora che si individuino degli strumenti per fare chiarezza. Le nostre richieste d’aiuto sono inascoltate da mesi, ci sentiamo abbandonati a noi stessi. Vogliamo solo poter tornare a vivere le nostre vite in pace e nel pulito come accadeva prima».
LEGGI ANCHE: Condomini Atc di Chiavazza: prima senza luce, ora senza acqua calda

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1 Commento

1 Commento

  1. Bb68

    26 Ottobre 2026 at 15:20

    inciviltà e l unica cosa da dire, chi offende con messaggi razzisti è da condannare

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