BiellaCronaca
È morto Giorgio Tronco, storico gommista: per 50 anni gestì un’officina in via Rosselli
In molti lo ricordano: “Non era solo un gommista, era un amico per tutti noi. Addio Giorgio, non potremo mai dimenticarti”
È morto Giorgio Tronco, storico gommista: per 50 anni gestì un’officina in via Rosselli.
È morto Giorgio Tronco, storico gommista
Via Rosselli è in lutto, è morto all’età di 86 anni lo storico gommista Giorgio Tronco.
Il suo funerale è stato celebrato venerdì pomeriggio nella chiesa del Villaggio Lamarmora davanti a tanti amici e semplici conoscenti.
Impossibile dimenticasi di lui nella sua officina di via Rosselli, angolo con via Del Sole, aperta oltre mezzo secolo fa e ora gestita dal figlio Massimo. Indelebile anche il ricordo di quell’odore, un misto di gomma nuova, ferro e caffè, che ti accoglieva entrando e che per decenni è stato sinonimo di sicurezza per chiunque dovesse mettersi in viaggio. Giorgio era sempre lì, quasi “fuso con il paesaggio”, con le mani segnate dal nero dei copertoni e quel sorriso che rassicurava anche il guidatore più ansioso.
Aveva visto passare le utilitarie del boom economico e le berline degli anni ’90 restando sempre lo stesso, un punto fermo in un mondo che correva troppo veloce. Per lui, ogni cliente non era un numero di targa, ma un volto, una famiglia, un viaggio da proteggere.
Cresciuto all’ombra del ponte sollevatore, il figlio Massimo ha imparato il mestiere osservando il padre. Non erano solo lezioni di lavoro, ma di onestà: quella capacità di dire a un cliente “queste gomme vanno ancora bene”, mettendo il rapporto umano davanti al guadagno.
«Passare in officina era un rito – commenta Maurizio, uno dei suoi vecchi clienti -. Magari non avevo nulla da cambiare, ma mi fermavo per quel caffè che sapeva sempre un po’ di officina. Lui ti guardava le gomme e intanto ti chiedeva della famiglia. Sapeva tutto di tutti, ma era impossibile che si lasciasse sfuggire un segreto. Il figlio ha la sua stessa calma, quando lo vedo lavorare ritrovo quei gesti lenti e sicuri che ci hanno fatto viaggiare dritti per quarant’anni. Mi ricordo ancora quella volta che mi ha aperto l’officina di domenica perché ero rimasto a piedi prima di un viaggio. Mi disse: “Non puoi mica restare qui”. Quel giorno ho capito che non era solo un gommista, era un amico per tutti noi. Addio Giorgio, non potremo mai dimenticarti».
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