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Zanzare, cresce l’allarme sanitario nel Biellese
Alcune specie possono trasmettere virus dannosi per la salute. L’Ipla richiama i cittadini alla prevenzione anche nelle aree private
Zanzare, cresce l’allarme sanitario nel Biellese.
Zanzare, cresce l’allarme sanitario nel Biellese
Con i primi caldi parte la “lotta alle zanzare” anche nella nostra provincia. Nei prossimi giorni, infatti, inizieranno i sopralluoghi dei tecnici dell’Ipla (Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente) e, successivamente, verranno affidati gli incarichi alle diverse aziende che si occuperanno della disinfestazione. Ad oggi sono più di una trentina i comuni biellesi che hanno già aderito alla campagna di contrasto alle zanzare, promossa dalla partecipata regionale e finalizzata a tutelare la salute pubblica e a prevenire le malattie trasmesse da questi insetti.
«La principale missione di Ipla – spiega il dottor Davide Bruciaferri, responsabile locale del progetto regionale per la lotta alle zanzare – non è solo quella di relazionarsi con gli enti e coordinare queste campagne di lotta biologica, ma anche quella di informare i cittadini. Paradossalmente, infatti, le difficoltà maggiori le riscontriamo proprio con i privati».
«La prossima settimana sarò a Candelo proprio per parlare di questa problematica e di come evitare il proliferare delle zanzare – prosegue l’entomologo –. Un singolo bidone, per esempio, lasciato in un campo diventa potenzialmente un luogo ideale in cui si sviluppano nugoli di questi insetti. Se fosse solo uno potrebbe non essere un problema, ma immaginate quante centinaia possano essercene in tutto il Biellese». «Creare un “ambiente ideale” per le zanzare sta diventando un rischio reale anche per la nostra salute – prosegue Bruciaferri –. L’Ipla si occupa anche di monitorare le popolazioni di zanzare mediante apposite trappole per la cattura degli insetti. I dati di questi monitoraggi hanno dimostrato che alcune specie, come l’Aedes japonicus (zanzara giapponese) e l’Aedes koreicus (zanzara coreana), stanno diventando autoctone. Entrambe possono trasmettere virus dannosi per la salute come già accaduto lo scorso anno quando una donna di Cerrione è stata ricoverata per un’infezione da West Nile. Non voglio fare allarmismo, ma è una situazione che va monitorata e, soprattutto, affrontata anche attraverso la divulgazione e l’informazione in ambito privato».
Immagine di repertorio
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