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Un messaggio alla nonna e poi la caduta nell’orrido

Il ragazzo sarebbe scivolato. Per lui non c’è stato più nulla da fare

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Escursionista di 60 anni muore sull'Alpe Sacchi. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo si trovava da solo quando si è sentito male.

È stato trovato senza vita verso le 14 di ieri, venerdì 29 maggio, il corpo di un 24enne disperso nella zona degli orridi di Sant’Anna, a Cannobio.

Un messaggio alla nonna e poi la caduta nell’orrido

Il cadavere di Riccardo Belli è stato individuato dai sub dei vigili del fuoco nelle pozze più profonde dell’orrido, al termine di ore di ricerche iniziate nella tarda serata di giovedì dopo l’allarme lanciato dalla famiglia.

Riccardo Belli, residente a Vergiate, era arrivato a Cannobio giovedì mattina attorno alle 11. Poco dopo aveva inviato una foto alla nonna dalla zona dell’orrido di Sant’Anna. Da quel momento ogni contatto si è interrotto e, con il passare delle ore, i familiari hanno chiesto aiuto ai soccorritori.

Per tutta la notte e poi ancora nella mattinata di ieri si sono alternate le squadre del Soccorso alpino Valdossola, del Sagf e dei vigili del fuoco. Le operazioni si sono concentrate soprattutto nelle aree più impervie e nelle profonde cavità d’acqua dell’orrido.

La svolta è arrivata nel primo pomeriggio, quando i sommozzatori hanno scandagliato le pozze dell’orrido individuando il corpo del giovane nel punto più profondo del canyon naturale. Il recupero ha posto fine alle ricerche e alle speranze di ritrovarlo vivo.

Secondo la prima ricostruzione, il 24enne è scivolato lungo il sentiero finendo nelle acque sottostanti. Non si tratterebbe quindi di un gesto volontario, ma di una disgrazia. La notizia della tragedia si è diffusa rapidamente tra Cannobio e Vergiate, dove in tanti avevano seguito con apprensione l’evolversi della vicenda.

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