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Mercato: «La giunta colpisce i suoi elettori senza considerarli degni di risposte»
La testimonianza di un produttore agricolo e ambulante
Mercato: «La giunta colpisce i suoi elettori senza considerarli degni di risposte».
Mercato: «La giunta colpisce i suoi elettori senza considerarli degni di risposte»
Il trasloco del mercato cittadino continua a far discutere e continuerà a farlo, almeno finché i commercianti non troveranno risposte chiare.
La decisione dell’amministrazione di Marzio Olivero di riportare le bancarelle in centro per riqualificarlo, lasciando l’attuale collocazione in piazza Falcone, provoca infatti molti dubbi tra gli ambulanti, in aggiunta alla loro frustrazione di non essere stati considerati.
La testimonianza
C’è la mancanza di parcheggi, di cui si è ampiamente discusso, che potrebbe scoraggiare i consumatori, comportandone la diminuzione di afflusso, e che di certo scoraggia i commercianti. Ma anche molte altre criticità. Ne parla, a nome di molti colleghi, una “voce solitaria”: quella del 78enne Giuseppe Volpi, produttore agricolo e mercante in pensione, ma che continua a portare il suo banco ortofrutta a Biella, lunedì, giovedì e sabato, e a Cossato, il mercoledì. «Sarebbe utile – osserva –, prima di prendere la decisione, che in realtà sembra già essere stata presa, considerare l’età media dei commercianti, che si aggira attorno ai 50 anni. I giovani sono pochi. Molti tra noi potrebbero avere difficoltà nello spostamento, per difficoltà motorie ma anche per via dei furgoni. Dovremmo reinventarci ancora, ma nessuno di noi – afferma con sicurezza – vuole spostarsi in centro, tanto che qualcuno pensa di rinunciare e andare in pensione». E poi continua, a proposito dell’amministrazione e della mancata comunicazione con i diretti interessati: «Non rimane che l’amarezza dopo promesse non mantenute, mentre il Sindaco non si è ancora espresso. L’amministrazione sta colpendo molti suoi elettori, senza neanche considerarli degni di risposte. Continueremo a sollecitarle attraverso il giornale, perché la nostra voce non finisca nel dimenticatoio».
C’è poi la questione logistica e il presunto accorpamento dei due mercati in città. In centro, spiegano alcuni ambulanti, gli spazi appaiono più limitati. «Si sta stretti come formiche. Se avessimo la certezza che questo porti benefici, sarebbe diverso. Ma con poche bancarelle presenti oggi in piazza Martiri, non sembra esserci un richiamo sufficiente. Non so quale vantaggio possano trarre gli esercenti dei bar del centro. E se il mercato salisse stabilmente a Biella, si parlerebbe di cinque giorni alla settimana? Montare e smontare quasi ogni giorno, considerando anche la produzione di rifiuti, sarebbe sostenibile?».
Lo sguardo si allarga agli investimenti effettuati negli ultimi anni in piazza Falcone: «Il rifacimento dell’impianto elettrico, l’eccezionale riqualificazione dell’area con parcheggi, aiuole e arredi urbani. Cosa accadrà ora a quegli spazi? Ce lo chiediamo. Il mercato garantisce al Comune un’entrata significativa: circa 4.500 euro al giorno, oltre 13.500 euro a settimana. Non penso che in piazza Falcone un investimento sportivo nel padel o nel tennis, di cui si vocifera, possa fruttare quanto fanno 150 mercanti in affitto. In aggiunta, se molti decidessero di non spostarsi, queste entrate diminuirebbero. Conviene davvero questo trasferimento? Agli ambulanti no, ma magari c’è un fine che, per il momento, non ci è dato sapere». La delusione è molta per Volpi, che con pungente sarcasmo ironizza sugli spostamenti: «Prima su, poi giù: cosa siamo, ballerini?»
Piazza Falcone, come spesso si è sottolineato, gode anche di una posizione strategica: vicina all’ospedale, collocata tra i quartieri più popolosi e facilmente raggiungibile dai clienti. Al di là dei numeri e delle valutazioni economiche, il mercato rappresenta per molti un antico luogo di incontro, prima ancora che di scambio. «La gente viene per acquistare prodotti che non trova altrove, ma anche per ritrovare un senso di comunità. Senza parcheggio, rischia di non fermarsi».
Le domande dei mercanti restano numerose. Si aggiunge un interrogativo: se la maggior parte di loro non fosse disposta a trasferirsi in centro, quale sarebbe il destino del mercato cittadino?
Le risposte sono poche, forse a causa delle diverse ipotesi progettuali dell’amministrazione, ma si presume arriveranno entro la fine del 2026, termine entro il quale si intenderebbe effettuare lo spostamento. Nell’attesa, il rischio è che gli ambulanti possano reagire per primi con un “no”. Nel dibattito pubblico, talvolta, anche non comunicare è una comunicazione.
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Giovanni Sella
23 Febbraio 2026 at 7:57
Non mi pare che la volta scorsa in cui venne spostato il mercato dalla precedente sede a quella che divenne Piazza Falcone, venne fatto tutto questo baccano. Forse ricordo male, fatto sta che gli ambulanti dovrebbero mostrarsi grati che il Comune si adoperi per continuare a trovare loro una sede adeguata, considerando che il territorio comunale è sotto la gestione dell’Amministrazione e non degli ambulanti e che quindi spetta al comune l’onere e l’onore di gestire quelli che di fatto sono spazi di proprietà del Comune e non degli ambulanti.