AttualitàBiella
L’incubo zanzare continua ancora per tutto il mese
Dopo aver fatto i conti con quella di risaia, ora tocca a quella tigre
L’incubo zanzare continua ancora per tutto il mese. Un’invasione senza fine: a Biella è “emergenza”. L’imminente arrivo dell’autunno non ferma l’infestazione, che continua a invadere il territorio biellese senza sosta.
L’incubo zanzare continua
Se nei mesi precedenti la popolazione ha fatto i conti con la “zanzara di risaia”, ora è un’altra la specie che mette sotto assedio il territorio. A far luce su questa situazione è Davide Bruciaferri, responsabile del progetto regionale IPLA (Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente) per la lotta alle zanzare. Che sottolinea come il contributo del singolo sia necessario per far fronte all’emergenza.
Perché a settembre il problema zanzare non è ancora stato superato?
Dobbiamo farcene una ragione: questi insetti accompagneranno le nostre attività ancora per tutto il mese. La protagonista principale è la zanzara tigre, più tardiva rispetto ad altre come quella di risaia, perché tollera meglio le basse temperature.
Come si fa a riconoscere?
E’ nera con macchie bianco-argentate sul corpo e sulle zampe, il capo è percorso da una linea bianca centrale, ben visibile anche a occhio nudo. Contrariamente a quanto si pensa, ha dimensioni simili alle altre specie dei nostri ambienti.
Chi si occupa di monitorare la situazione?
Nel Biellese se ne occupa il locale Centro Operativo dell’Ipla attraverso una rete di monitoraggio e una campagna di sensibilizzazione. Introdotta in Italia a fine anni ’90, per gli entomologi la zanzara tigre resta una “sorvegliata speciale”.
Quali malattie può potenzialmente trasmettere?
Può diffondere moltissimi virus ed altri patogeni, a patto che questi siano presenti nelle zone da lei frequentati. Per fortuna l’Italia è esente da tali forme infettive, ma il rischio è legato all’importazione dai paesi tropicali tramite i viaggiatori. Se il paziente infetto non viene isolato in tempo, si possono innescare piccole epidemie locali.
In Italia si sono verificati casi di questo genere?
Finora i casi sono stati pochi, ma l’attenzione degli esperti resta alta.
E’ per questo motivo che avete installato dei banchetti informativi a Biella e nei comuni limitrofi?
Esattamente. Il Centro entomologico locale ha svolto una campagna di informazione specifica mei comuni aderenti al progetto regionale per spiegare ai cittadini come contribuire al controllo della zanzara tigre.
Cosa può fare concretamente il singolo cittadino?
Esistono semplici precauzioni per ridurre la presenza di ristagni. Nei casi in cui sia necessario fare riserve d’acqua, l’utilizzo di coperchi e zanzariere per chiudere i contenitori, impedisce agli insetti di raggiungere la superficie. Nel suo piccolo, ogni cittadino può fare qualcosa.
Esistono delle regole ufficiali da seguire?
Sì, molti comuni del Biellese hanno emanato ordinanze specifiche con le norme di prevenzione. I testi e gli altri materiali informativi si possono scaricare direttamente dai siti web istituzionali dei singoli comuni.
Il dottor Bruciaferri non vuole fare allarmismo, ma sottolinea come una popolazione unita possa cambiare le sorti di un’emergenza. Perché oltre alle campagne di sensibilizzazione e al materiale informativo, è la solidarietà a fare la vera differenza. E conclude: «L’unione fa la forza e solo aiutandoci l’un l’altro possiamo uscirne vincitori».
LEGGI ANCHE: Boom di zanzare nel Biellese a causa del gran caldo
Continua a leggere le notizie de La Provincia di Biella e segui la nostra pagina Facebook
Contenuto sponsorizzato

