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Lega Biella: partecipata la serata per il Si al referendum

Presenti l’ex assessore regionale Chiara Caucino e Roberto Simonetti

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artecipata serata di approfondimento organizzata da Lega Biella sul referendum confermativo della Riforma della Giustizia i cui relatori, Avv. Mauro Anetrini responsabile Lega Piemonte Dipartimento Giustizia, Avv. Chiara Caucino e Roberto Simonetti , hanno illustrato la modifica costituzionale, le motivazioni che hanno portato a tale soluzione e le ricadute positive che la stessa porterà al sistema giudiziario.

Lega Biella: partecipata la serata per il Si al referendum

“I Pubblici Ministeri e i Giudici ora condividono gli stessi spazi, frequentano gli stessi ambienti e inevitabilmente possono condizionarsi vicendevolmente rendendo vana la terzietà del Giudice prevista dall’art. 111 della Costituzione, così come riformulata dal 1999 con l’approvazione del giusto processo” ha spiegato Chiara Caucino, ricordando che “ negli anni migliaia di cittadini sono stati ingiustamente carcerati, arrestati e poi assolti nella completa deresponsabilizzazione dei magistrati che nella quasi totalità dei casi non sono stati sanzionati dal CSM, ma anzi premiati nel loro avanzamento di carriera.”
“Il sistema giudiziario deve essere come un triangolo isoscele alla cui cima vi è il giudice terzo ed indipendente e nelle basi il pubblico ministero e l’avvocato della difesa con parità di azione” chiosa l’Avv. Anetrini, che ha aggiunto “che la separazione delle carriere è l’unica via per poter ottenere tale indipendenza del giudice, con lo sdoppiamento del CSM e l’elezione degli stessi attraverso un sorteggio, al fine di impedire l’uso di correnti per la gestione dell’amministrazione giudiziaria. A chi ci accusa di togliere rappresentatività ai membri dei CSM rispondo che gli stessi non hanno compiti rappresentativi ma amministrativi: l’elezione impone di fatto all’eletto di essere legato al suo elettore, rendendolo dipendente e non indipendente, il sorteggio invece scardina questo legame non previsto in costituzione.”
“L’unicità delle carriere è l’ultimo residuo del periodo fascista in Costituzione” ha illustrato Simonetti “infatti era funzionale al controllo politico esercitato dal Regime sulla magistratura, era un pilastro ideologico di questo modello basato sul processo inquisitorio in cui si ricercava il primato della sicurezza dello Stato rispetto alla libertà e dignità delle persone.  Il passaggio al rito accusatorio è avvenuto solo con il codice del 1989, detto codice Vassalli, tuttavia è rimasta l’unicità delle carriere, eredità dell’impianto fascista del codice Rocco e del decreto Grandi. La riforma oggi sottoposta a referendum rappresenta dunque il completamento coerente del disegno costituzionale nato sulle macerie del periodo dittatoriale che il nostro paese ha vissuto nel secolo scorso”.

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1 Commento

1 Commento

  1. Amr

    8 Marzo 2026 at 19:18

    votate no vogliono trasformarci in trampiani siete dei vassalli dell america vergognatevi

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