AttualitàBiella
«In casa di riposo pochi posti e solo per i ricchi»
Rette fuori portata tra i 2.500 e i 3mila euro. L’Asl copre solo l’1,4 per cento delle richieste. Famiglie in ginocchio
«In casa di riposo pochi posti e solo per i ricchi».
«In casa di riposo pochi posti e solo per i ricchi»
«I numeri parlano chiaro. La metà della popolazione biellese è over 65. Nel 2002 questa percentuale toccava la quota del 35 per cento, l’anno scorso invece è arrivata al 50,4 per cento».
Questo il quadro che Marvi Massazza Gal, segretaria dei pensionati della Cgil, fotografa. E aggiunge, la sindacalista di via Lamarmora: «Questa percentuale, questi dati, indicano quali dovrebbero essere le priorità della politica, oggi. Perché questi dati significano pressione sui servizi sociali e su quelli sanitari. Servono quindi risposte. Perché le persone anziane richiedono assistenza e aiuto. Il 36 per cento dei servizi erogati dai Consorzi si rivolge a persone anziane, a vario titolo e livello».
Il tema degli anziani si incrocia inevitabilmente con quello delle Rsa, le residenze sanitarie assistenziali, con un quadro che oscilla tra il difficile e il drammatico. «Il reddito medio lordo nel Biellese è di 22mila euro lordi – aggiunge Massazza Gal -. Il più basso del Piemonte. La retta mensile in una struttura varia tra i 2.500 e i 3mila euro al mese. Cifre che possono sostenere solo famiglie benestanti o con molti risparmi. E gli altri, cosa fanno? Questa è la sfida dell’oggi. Se non hai i soldi, puoi sperare di entrare nelle graduatorie dell’Azienda sanitaria locale, che però soddisfano solo una parte delle richieste. Nel 2023 l’Asl copriva 648 persone. Nel 2025, invece, 709, così siamo passati dall’1,28 per cento all’1,4. Numeri che parlano da soli».
«Le strutture per anziani nella nostra provincia sono 35, di cui 33 accreditate – insiste Massazza Gal -. I posti letto disponibili sono poco più di 1.500. A questi dati va aggiunta la mancanza di medici di base, che aggrava ulteriormente la situazione. Perché un medico di famiglia aiuta a prevenire le malattie, a evitare che si cronicizzino e via discorrendo. Questa situazione è particolarmente grave nei paesini di montagna. E il futuro non promette miglioramenti se la politica, regionale e territoriale, non cambia rotta, iniziando a investire risorse, prendendo coscienza che la salute degli anziani non solo è un diritto. Non è infatti ammissibile, come purtroppo avviene, che le famiglie si indebitino per assistere i propri famigliari magari non più autosufficienti. Oppure che persone, spesso donne, debbano lasciare il proprio lavoro per aiutare i propri genitori in età avanzata, in ragione dei costi da sostenere. Sono situazioni vergognose».
Paolo La Bua
Continua a leggere le notizie de La Provincia di Biella e segui la nostra pagina Facebook

