AttualitàValli Mosso e Sessera
Il ricordo di Lelia Zangrossi: una vita per la cultura
Lo scritto di Piera Mazzone
Nella notte di Capodanno è prematuramente mancata Lelia Zangrossi, Presidente dell’Associazione “Una finestra sull’Arte” che progettava numerosi ed importanti eventi culturali a Mosso. A Trivero, in Biblioteca sono ormai diventati tradizione: “I venerdì letterari”, incontri curati da Lelia e, fino a tre anni fa, da suo marito, Giancarlo Crosa, e da Franco Bianchini.
Vicepresidente dell’Opera Pia Sella di Mosso (Valdilana), della quale si era occupata per tutta la sua vita di studiosa, scrivendone nel 2010 la secolare storia: “Opera Pia. Rivoluzione industriale, filantropia e istruzione nel mandamento di Mosso”, in un ponderoso volume di oltre cinquecento pagine, che ebbe la prefazione di Romano Prodi. Tra le sue opere di maggiore impegno, in collaborazione con Virginia Brayda Gozzi, pubblicò nel 2013:“Irene di Targiani Giunti – La Croce Rossa Italiana – Nei diari e nella vita”.
Quest’estate con Francesca Bruson Fava Minor, presidente dell’associazione Il Boggio” di Crevacuore e Andrea Fava Minor, e con la collaborazione dell’Oasi Zegna, aveva progettato: “A spasso tra i fiori”, una serie di eventi incentrati sull’affascinante mondo dei fiori, spaziando dai profumi, all’arte culinaria, alla medicina naturale e al fascino dei colori e delle specie.
Conobbi Lelia molti anni fa, nel 2003, grazie al maggior storico della Chiesa Biellese, Monsignor Delmo Lebole, in occasione della Mostra: “B.V. Assunta, un percorso di fede e d’arte”, della quale Don Delmo e Lelia erano stati i curatori e gli autori del catalogo. A Mosso dedicò molti libri: “Album Mosso. Paesaggi, persone, avvenimenti tra ‘800 e ‘900”, in collaborazione con Luigi Spina, pubblicato nel 2004, seguito nel 2005 dalla nuova mostra: ”Nati a Mosso. Profili di uomini che hanno fatto grande un paese”. Nel 2008 pubblicò: “Moxum. Memoria e Immagini. La Mosso di don Bernardi e di don Motta (1913-1968). Da terra di emigranti a terra di immigrazione”, curato da Giancarlo Crosa, mentre lei si occupò della ricerca statistica, e nel 2009: “Moxum. Memoria e Immagini. Cronaca locale e associazionismo nella Mosso di Don De Bernardi e Don Motta (1916-1959)”.
Con Lelia ebbi occasione di collaborare come ospite in un incontro e nacque un progetto con l’Associazione Culturale Valsesia Musica, che purtroppo non si concretizzò, ma rimasero l’Amicizia e l’affetto, cementati dal comune amore per i felini: a Mosso, nella sua casa-museo, Lelia ne accoglieva ben undici. Indipendenti e misteriosi come ambasciatori di mondi lontani, i gatti scelgono le persone e le accompagnano: così avranno fatto con lei quando nella notte di San Silvestro si è accomiatata da questo piccolo, litigioso mondo, passando sul ponte dell’Arcobaleno. Grazie Lelia, non sarai dimenticata.
Piera Mazzone
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