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Il posteggio orribile ma intoccabile “dei marocchini”
Buche profondissime e pericolose. Ma l’area è privata e il Comune non può intervenire
Il posteggio orribile ma intoccabile “dei marocchini”.
Il posteggio orribile ma intoccabile “dei marocchini”
È sicuramente uno dei luoghi più segnalati dai nostri lettori. Forse quello che fa più discutere soprattutto le centinaia di automobilisti costretti ogni giorno a utilizzarlo per lasciare l’auto in sosta.
Qualcuno, quell’area lungo via Cernaia che faceva parte del complesso degli ex Rivetti, la chiama ancora “il parcheggio dei marocchini” ricordando gli anni ‘90 quando gli immigrati campavano “gestendo” i posti auto e cercando di ricavarne qualche lira.
Sono passati più o meno 30 anni da allora e nessun intervento di manutenzione è mai stato realizzato. E si vede dai buchi larghi e profondi disseminati su tutta la vasta superficie compresa tra le vie Cernaia, Carso e Bertodano, alte anche 20 centimetri e in grado, se non si guida attentamente e con lentezza, di causare guai seri alle auto.
«Possibile – chiedono in molti – che a Biella debba esistere un simile degrado in pieno centro? Che nessuno se ne occupi?»
In realtà la situazione è molto complessa.
Su tutta quell’area il Comune non ha competenza perché si tratta di un complesso appartenente a privati. Originariamente faceva parte del fallimento di un’impresa storica del Biellese, la Sicer. Che a sua volta se l’era assicurata con l’area ex-Rivetti. Si era parlato anche della possibilità dell’insediamento di un super-outlet del tessile biellese ma non se ne fece mai nulla.
La Sicer fallì e tutti i terreni e gli immobili furono gestiti dal curatore fallimentare. Il complesso rimase “bloccato” nel limbo degli incartamenti e il deterioramento continuò inarrestabile.
Più di recente intervenne un gruppo abruzzese che lo comprò ma finora nulla si è mosso. E il Comune può solo stare a guardare sperando che i privati almeno decidano di non recintare la zona e consentano ancora l’uso di quei posteggi che sembrano sterrati da cross estremo.
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Aldo
23 Febbraio 2026 at 7:50
è già tanto che non venga sbarrato l’accesso