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Fotovoltaico a Carisio: decide la Provincia di Biella

Coinvolge i Comuni di Buronzo , Formigliana, Balocco e Carisio, si estende anche a Castelletto Cervo

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Fotovoltaico a Carisio: decide la Provincia di Biella

Fotovoltaico a Carisio: decide la Provincia di Biella

Nonostante il progetto si sviluppi soprattutto nel Vercellese sarà la Provincia di Biella a decidere sul progetto di impianto fotovoltaico. Sorgerà su aree agricole della potenza di circa 52,3 MWp e denominato “Sette Sorelle” (dalla ditta proponente di Bolzano). Questo in quanto l’insediamento, pur essendo localizzato nei Comuni di Buronzo , Formigliana, Balocco e Carisio, si estende anche a Castelletto Cervo. E pertanto l’ente deputato al rilascio delle autorizzazioni è quello della provincia laniera.

Un impianto di 72,53 ettari

L’area interessata dal progetto ha una superficie di circa 72,53 ettari e l’impianto fotovoltaico sarà allacciato alla stazione elettrica che sarà realizzata a Carisio e proprio qui, già nei mesi scorsi, era cresciuto un movimento di agricoltori contrari a questo genere di opere in quanto difficili da coniugare con l’utilizzo agricolo di queste terre dedite alla coltivazione del riso. Proprio per rendere più “green” il progetto, la ditta proponente ha previsto l’installazione di arnie per facilitare l’azione degli insetti impollinatori e il posizionamento di cumuli di legna e pietrame che offriranno rifugio per la fauna e alimento per i microorganismi. Inoltre si prevedono opere di mitigazione e mascheramento delle strutture finalizzate all’integrazione naturalistica del progetto con le caratteristiche del luogo. Vengono così citate le piantumazioni di macchie arboree costituite da alberi al fine di simulare lo sviluppo di una formazione forestale spontanea, senza contare anche la messa a dimora di arbusti.

Le siepi

Le siepi arbustive avranno larghezza dai 3 metri ai 7 metri per nascondere le schiere di pannelli , poi sarà realizzato un cordone boscato e verranno realizzate delle macchie di brughiera su un’area di 10mila metri quadrati. Infine la ditta proponente ipotizza quali potranno essere gli impatti sul territorio e per mitigare la riduzione delle risaie intende realizzare nuove zone umide. Infine l’impresa stima che l’installazione di un impianto fotovoltaico di tale dimensione contribuirà a evitare l’emissione in atmosfera di 1milione e 229mila tonnellate di CO2 e di 7,56 tonnellate di PM10 oltre ad altre sostanze inquinanti, ma soprattutto nel progetto ricorda che “l’introduzione dell’impianto fotovoltaico in un ambito tutelato paesaggisticamente potrebbe rappresentare un impatto negativo sebbene, in generale, la realizzazione di un impianto ad energia rinnovabile è stata definita per legge opera di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza”.

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2 Commenti

1 Commento

  1. Ardmando

    16 Aprile 2024 at 19:22

    Basterebbe una centrale nucleare per garantire tutta l’energia che occorre, senza depredare terreno all’agricoltura con impianti che hanno bisogno comunque di essere manutenuti e i cui pannelli devono essere sostituiti e protetti dalle intemperie. Arriverà il giorno in cui si smetterà di credere che centrale nucleare=bomba nucleare. E arriverà il giorno in cui le persone si renderanno conto che la “transizione ecologica” ha come solo scopo quello di far transitare più soldi dei cittadini nelle tasche dei soliti.

    • Paola

      17 Aprile 2024 at 11:05

      Le centrali nucleari NON hanno bisogno di manutenzione?

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