AttualitàValle Cervo
Dai morti alla vita: rinasce il magico sentiero walser
Il percorso storico è stato valorizzato dall’amministrazione comunale di Campiglia in collaborazione con il FAI
Dai morti alla vita: rinasce il magico sentiero walser. Ci sono luoghi in cui la terra custodisce storie così profonde da poterne avvertire il battito a ogni passo.
Nella suggestiva cornice della valle Cervo, esiste un tracciato che porta un nome antico e solenne: il “Sentiero dei Morti”. Per secoli, le comunità walser lo hanno chiamato sentiero del “poi”, percorrendolo a spalle curve. Carichi di fatica e di una devozione incrollabile, per accompagnare i propri cari verso il cimitero di fondovalle.
Dai morti alla vita: rinasce il magico sentiero walser
Non era solo un passaggio di pietra e terra, era una linea di confine tra la vita e il ricordo, un cammino intriso di una cura d’altri tempi. Oggi quel silenzio secolare torna a parlare, ma con una voce nuova.
Nell’ambito del più ampio progetto “Bosco sacro: natura che cura”, quel sentiero dimenticato è stato letteralmente rimesso in vita. Un intervento radicale lo ha ripulito dalla vegetazione ruspante, allestito e reso finalmente accessibile a chiunque voglia riscoprirlo.
La vera rivoluzione del nuovo tracciato risiede però nella sua metamorfosi spirituale. Nel mezzo del percorso è nata infatti una zona dedicata alla meditazione. Uno spazio sospeso nel tempo, ritagliato tra le fronde degli alberi, pensato esclusivamente per fermarsi, respirare e connettersi con la natura circostante.
Presto, lungo i tornanti e le radure del sentiero, compariranno frasi e aforismi d’impatto. Parole silenziose ma potenti, pensate per accompagnare i passi dei viandanti, invitandoli a camminare con maggiore consapevolezza. E a guardare il bosco non più come un semplice fondale verde, ma come uno specchio vivo.
Il cammino fisico si trasforma così, passo dopo passo, in un vero e proprio percorso interiore.
Collaborazione tra comune a FAI
Questo miracolo di rigenerazione territoriale è il frutto di una virtuosa collaborazione che ha visto in prima linea il comune di Campiglia. Il FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) ha sposato appieno la causa, organizzando una giornata speciale dedicata al sentiero e aperta a tutta la cittadinanza per celebrarne la riapertura.
Un tassello fondamentale per la realizzazione dell’opera è arrivato dal supporto economico. L’intero progetto è stato finanziato grazie ai fondi dell’8×1000 dell’Unione Buddhista italiana. A testimonianza di come i valori della cura del territorio, della meditazione e del rispetto della memoria abbiano una portata universale.
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