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Consiglio alle 13 a Mongrando: delibere a pranzo e opposizione a digiuno
Il consigliere di minoranza Antonio Filoni ha scritto al Prefetto di Biella in segno di protesta
Consiglio alle 13 a Mongrando: delibere a pranzo e opposizione a digiuno.
La politica locale dovrebbe essere lo specchio della comunità: aperta a tutti, accessibile, basata sul confronto. In paese, invece, sembra essere diventata una corsa a ostacoli, dove l’orologio rischia di valere più del voto dei cittadini.
Consiglio alle 13 a Mongrando: delibere a pranzo e opposizione a digiuno
Il caso delle sistematiche convocazioni del consiglio comunale alle ore 13 è ufficialmente approdato sul tavolo del Prefetto di Biell. Sollevando un polverone che va ben oltre il semplice sgarbo istituzionale.
A firmare l’esposto è l’ex sindaco Antonio Filoni della lista Mongrando in Comune, stanco di trovarsi davanti a un bivio inaccettabile. Difendere il proprio lavoro o esercitare il mandato per cui è stato votato.
Il cuore della questione è tanto semplice quanto penalizzante. Filoni è un lavoratore autonomo nel settore della ristorazione. Quindi convocare il consiglio alle 13 significa costringerlo a incrociare le braccia nel momento clou della giornata, il servizio del pranzo. Se i consiglieri che sono lavoratori dipendenti possono aggrapparsi alla legge e chiedere permessi retribuiti, chi ha una partita Iva o un’attività in proprio non ha paracadute. Se non lavora, ci rimette di tasca sua.
Per almeno dieci anni la prassi a Mongrando è stata un’altra. I consigli si sono sempre svolti alle 18, orario studiato proprio per permettere a chiunqu di partecipare alla vita pubblica senza sacrificare stipendio o attività. Perché questo cambio di rotta?
Richieste inascoltate
Nonostante le ripetute richieste di tornare a orari più consoni, l’amministrazione ha preferito tirare dritto, ignorando le esigenze continuando su questa linea. «Ho più volte segnalato pubblicamente tale criticità – commenta Filoni – proponendo in diverse occasioni di modificare l’orario delle sedute, senza tuttavia ottenere riscontro. Mi rivolgo al Prefetto affinché valuti un intervento al fine di garantire il regolare svolgimento delle sedute consiliari in orari compatibili con la partecipazione di tutti i consiglieri. Ritengo che l’attuale modalità di convocazione leda gravemente il principio di democraticità della vita consiliare. La partecipazione ai lavori del consiglio comunale non può essere riservata soltanto a chi dispone di orari diversi o a chi non svolge attività lavorativa».
La parola passa ora ufficialmente alla Prefettura di Biella, l’organo chiamato a valutare l’istanza e a verificare se sussistano i margini per una mediazione tra le parti.
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