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Confartigianato:”Bene gli interventi del governo sui carburanti”

I prezzi sono già calati

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Il decreto carburanti approvato dal Governo introduce interventi ancora parziali rispetto alla gravità della situazione che stanno affrontando le imprese artigiane del Piemonte.

“Il taglio delle accise di 20 centesimi è una misura tampone: con una durata limitata a soli 20 giorni offre un orizzonte temporale troppo breve per le imprese                   – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte –  in un contesto in cui il prezzo del petrolio resta attorno ai 100 dollari al barile, le aziende hanno bisogno di strumenti strutturali, non di interventi emergenziali”.

Confartigianato Imprese Piemonte valuta positivamente l’introduzione del credito d’imposta per il settore dell’autotrasporto, considerato un comparto strategico per l’economia regionale.

“È un segnale importante – prosegue Felici – anche perché tiene conto, almeno in parte, delle richieste delle categorie del trasporto merci, che hanno evidenziato come il carburante pesi fino al 30-35% dei costi operativi e come gli aumenti recenti possano azzerare margini già inferiori al 3%. Tuttavia, si deve fare di più”.

Confartigianato Imprese Piemonte sottolinea in particolare la necessità di rendere il credito d’imposta più accessibile e immediatamente operativo, evitando ritardi o complessità burocratiche che ne riducano l’efficacia.

Resta però un limite: “Il beneficio è riservato al solo autotrasporto. Un’estensione temporanea a tutte le imprese artigiane sarebbe stata una misura più equa e più rapida per sostenere l’intero sistema produttivo”.

Nel decreto è previsto anche uno speciale regime di controllo sui fenomeni distorsivi nel mercato dei carburanti, un elemento ritenuto fondamentale.

 “In una fase così delicata il rischio di speculazioni è concreto – evidenzia Felici – servono controlli stringenti e tempestivi che impediscano che accada quello che, purtroppo, abbiamo già visto anche con il conflitto in Ucraina”.

“Per gli artigiani il problema è complessivo – sottolinea Felici – oltre ai costi del gasolio, aumentano quelli di lavorazione. Pensiamo ai forni energivori, al comparto edilizio o alle materie prime, come l’alluminio, che registrano rincari importanti”.

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