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«Chiunque può vivere una crisi, è fondamentale cercare aiuto»

Ogni giorno in Italia si suicidano circa 10 persone

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chiunque può vivere una crisi

«Chiunque può vivere una crisi, è fondamentale cercare aiuto». Ogni giorno, in Italia, si suicidano circa 10 persone, di cui 8 sono uomini. Tra i giovani il suicidio è una delle principali cause di morte.

Il fenomeno riguarda da vicino Biella. «Ne avevo sentito parlare dai biellesi come la città in cui si muore dentro», aveva detto Zerocalcare quando aveva ambientato “Strappare lungo i bordi” al Piazzo. Secondo gli ultimi dati Istat, il tasso biellese era di 1,43 morti ogni 10 mila abitanti, circa il 50% in più rispetto alla media piemontese.

«Chiunque può vivere una crisi, è fondamentale cercare aiuto»

Biella presenta da decenni tassi elevati e tra i possibili fattori è indicata la presenza di aree montane e il suo essere un piccolo centro.

Stigma ed esclusione sociale sono tra le cause più associate al suicidio. Lo stigma è un marchio, una connotazione negativa che causa pregiudizio e può marginalizzare un individuo. Altri fattori possono essere difficoltà economiche, problemi relazionali, perdita del lavoro, lutti, malattie fisiche o disturbi.

Talvolta, nella solitudine il disagio diventa profondo. Per alcuni psicologi, avviene quando manca un bisogno fondamentale: appartenere. A una famiglia, a un gruppo, a una comunità. Lì l’essere umano si definisce. Se la rete crolla, l’isolamento prendere il sopravvento, soprattutto quando non si sente la possibilità di chiedere aiuto.

Gli uomini incontrano più difficoltà a causa di stereotipi di genere che associano la richiesta di sostegno a una debolezza: sopravvivrebbe la cultura del «devo farcela da solo».

Suicidi in carcere

Il carcere è un contesto delicato. La rivista di psichiatria del Policlinico Umberto I ha evidenziato come il tasso di suicidio tra i detenuti fosse decisamente superiore a quello della popolazione generale.

In Italia, tra il 2000 e il 2014, si contarono 839 suicidi in carcere. Tra i fattori di rischio ci sarebbero il sovraffollamento, l’isolamento, la perdita dei legami familiari e sociali, le difficoltà nei rapporti con altri detenuti e con il personale.

La detenzione è una frattura improvvisa con il mondo esterno: abitudini e relazioni sono interrotti. In un’istituzione totale, anche il corpo cambia. La persona sperimenta spaesamento, perdita di controllo di tempo, spazio e progettualità. Contribuisce anche la spersonalizzazione, processo attraverso cui il detenuto perde progressivamente l’identità costruita attraverso i legami.

Il rischio non riguarda solo i primi giorni, ma può emergere anche dopo anni, quando alla reclusione si sommano nuovi eventi critici.

La prevenzione consiste nel riconoscere la dignità della persona detenuta. Formazione del personale, ascolto, attività sportive e artistiche, mantenere relazioni significative e spazi di autonomia possono ridurre lo spaesamento.

L’Asl

La possibilità di chiedere aiuto è garantita dall’Asl di Biella. Il team della Psichiatria è operativo nei Centri di salute mentale di Biella e Cossato, rivolti anche a chi ha perso una persona cara a causa di un suicidio o ne è stato testimone.

È possibile rivolgersi direttamente ai servizi anche senza impegnativa dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 16. Csm Biella, strada Campagnè 7/A – 015 8461477; Csm Cossato, via Milano 48 – 015 15159506.

«Quando la disperazione e la percezione soggettiva di mancanza di speranza soverchiano le capacità di risposta di un individuo è possibile che tale pensiero si sviluppi e talora venga agito». Questa la spiegazione di Carlo Ignazio Cattaneo, direttore di Psichiatria dell’Asl Bi. Parlare delle proprie intenzioni senza paura del giudizio, aggiunge, è importante per sentirsi al sicuro.

Familiari, amici, medico di base e professionisti della salute mentale possono essere il primo contatto. Se la sofferenza è intensa, in caso di emergenza, ci si può rivolgere al Pronto soccorso, dove è disponibile una consulenza psichiatrica 24 ore su 24.

Chiedere aiuto è il primo passo per interrompere la solitudine.

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