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“Biella ma non ci vivrei”. Forse non dice nulla di Biella, ma dice molto di noi

L’intervento di Beppe Rasolo a proposito degli adesivi che hanno fatto parecchio discutere negli ultimi giorni, scatenando le immancabili polemiche

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Un adesivo, una frase secca, apparentemente innocua. Eppure basta questo per accendere polemiche, commenti, crociate digitali. Biella diventa improvvisamente un simbolo. Non una città, ma un pretesto. Non un luogo reale, ma una superficie su cui proiettare frustrazioni, orgogli, rivendicazioni.

Beppe Rasolo

Forse è solo ironia. Forse è solo un calembour. Forse è soltanto fine divertissement, di quelli che nascono per strappare un sorriso e muoiono lì. E invece no. La frase pesa, viene sezionata, interpretata, processata. C’è chi si sente offeso. Chi si sente chiamato in causa. Chi sente il dovere morale di spiegare “come stanno davvero le cose”.

L’adesivo diventa un grido di ribellione. O, al contrario, una mancanza di rispetto. Per qualcuno è sarcasmo intelligente. Per altri è snobismo urbano. Per altri ancora è tradimento territoriale. Intanto Biella resta lì. Con la sua storia laniera, il suo silenzio operoso, le sue contraddizioni. Ignara del fatto che un adesivo la stia trasformando in trend.

La verità? Non c’è una verità. C’è solo il bisogno continuo di prendere posizione.
Di schierarsi. Di dimostrare di aver capito più degli altri. E poi arrivano loro.
I soliti hater. Quelli che non ridono mai. Quelli che “io so”, “io c’ero”, “io vi spiego”.

Ma l’ironia non chiede il permesso. Non spiega. Non giustifica. Passa, punge, scappa. Forse “Biella ma non ci vivrei” non dice nulla di Biella. Dice molto di noi.
Del nostro rapporto con i luoghi, con l’identità, con l’autoironia che spesso manca.

Alla fine resta un adesivo. Non un manifesto politico. Non un attacco culturale.
Solo una frase che fa rumore perché viviamo di rumore.
E mentre ci si accapiglia online, l’adesivo ha già vinto. Perché ha fatto quello che doveva fare: far parlare, far sorridere, far discutere. E poi andare avanti.

Il vero problema dei biellesi non è l’adesivo, non è l’identità, non è l’orgoglio ferito.
Il vero problema è che non sanno parcheggiare. Provare per credere.

Beppe Rasolo

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9 Commenti

1 Commento

  1. Emerson

    7 Febbraio 2026 at 11:24

    Biella, se vai al centro, incontri più stranieri che Italiani,sembra di essere in Africa, se vai in periferia, sembra di essere nei quartieri spagnoli a Napoli, le strade, sembra di guidare a Beirut, nei parchi e giardini, sembra di essere al mercato della droga di Quartoggiaro a Milano, si incontrano solo spacciatori di droghe varie…..per forza poi, mettono sti adesivi……..e chi li ha messi, non ha tutti i torti….o ha voluto fare sarcasmo provocatorio……

  2. Marco

    7 Febbraio 2026 at 11:37

    Biella è una bella cittadina, ha dei problemi ma nulla che sia paragonabile a città come Torino o Milano. A chi non piace non ci venga oppure se ne vada: non abbiamo bisogno dei soliti lamentosi polemici che sono buoni a sputare sentenze velenose solo qui o sui social media, quando nella realtà sono coniglietti spaventati che si crogiolano nella loro tana biellese.

  3. .Bruno

    7 Febbraio 2026 at 12:11

    biella e in decadenza e basta guardarsi intorno per capire che di città non ha niente , un centro cubettato a nuovo ma niente iniziative , la funicolare del piazzo non c’è attrattive turistiche la solita polenta concia tome e salami e fagiolate , buche nelle strade adesso bruciano anche le macchine povera città , sembra un paesone una landa desolata. il teatro chiuso da anni , divertimento per i giovani zero , solo vecchi stanchi , tutti spento manca il vigore delle altre città, a Torino c è turismo le iniziative sono tante e a Milano anche, se non avessimo un po’ di verde intorno sarebbe ancora più triste

    • Ettore

      8 Febbraio 2026 at 8:26

      Se Biella non ti piace hai solo che prendere e andare via. Ci sono tanti altri posti di cui ti puoi lamentare, non ci servi qui. Biella va bene come è.

  4. Alessandro

    7 Febbraio 2026 at 16:12

    Mi sono trasferito da Milano dove ho vissuto per sessant’anni vedendola trasformarsi in metropoli per pochi ricchi tanti poveri e sbandati, degli ubriachi e dei materassi sotto i portici in centro. La città dello smog, delle bande col coltello, degli scippi quotidiani, delle donne che non possono girare da sole dopo le 19, del traffico impazzito e delle multe impossibili da evitare per mancanza di posteggi, del “sei un nessuno se esci dal lavoro prima delle 20”, della vita privata decente che si fa se hai i soldi per il weekend fuori o hai 20 anni e i soldi. Non a caso il termine villeggiatura è tipicamente milanese, di quelli che possono scappare il venerdi e non resrano certo a Milanoì. Biella? Ormai è un anno che ci vivo. Piccolo mondo antico gentile senza smog, dove ti danno la precedenza sulle pedonali e nei negozi chiacchieri con tutti, circondata dalla natura e dove vivere costa un quinto. Non sarà più la città più ricca d’Italia ma tenetevela stretta. I balordi? Pochi e ben visibili. Non fate il treno diretto per Milano se volete evitare che vi arrivino le orde di borseggiatori itineranti. Milano è una città dormitorio a 700€ a camera per studenti fornace da lavoro e basta. Giovani che se la famiglia può se ne vanno all’estero. Tenetevi stretta Biella, molto stretta, credetemi. A Milano ci vado, ma solo per lavorare quando non posso in Smart. E non vedo l’ora alla fine del giorno di vedere le montagne

  5. Ah

    7 Febbraio 2026 at 18:34

    L’adesivo e l’articolo hanno fatto quello che dovevano…Peccato che poi resti tutto come prima e probabilmente non andrà a migliorare. Non si tratta di esser pessimisti, sputasentenze ecc. E non si risolve facendo spallucce, se non ti va fai che andare…Come scritto da altri non siamo da paragonare a grandi metropoli come delinquenza,e probabilmente per crescere dei figli non si sta male, o per persone di età avanzata, il problema sorge per chi sta dal dopo adolescenza in poi, non si può negare che a Biella sie esca solo per andare a cena, per il resto non offre nulla, se escludiamo feste paesane, qualche evendo e poi stop. Non è fatta per chi cerca vita notturna, divertimenti che non siano solo a contatto con la natura, e probabilmente nonsarà mai niente di più per motivi logistici, qui ci devi venire volutamente, non ci capiti per caso, non siamo sulla strada per altre località. Se si ama la relativa tranqullità, a Biella si può vivere, se si vuole vivere nel senso di godersi ogni giorno, serata libera, diventa più problematico avere una divesificazione. Stendiamo un velo su manutenzioni ecc. Li se non ci sono soldi non dipende dal singolo cittadino.

  6. albert

    7 Febbraio 2026 at 19:59

    A me Biella sta bene com’è, una città tranquilla, con l’aria migliore che da altre parti, d’estate meno soffocante e con una cerchia di montagne che mi permette di far belle camminate, raggiungendo belle zone, chi cerca la vita notturna o locali vari per sballarsi, può tranquillamente accomodarsi altrove, questo adesivo di cui si parla, lascia il tempo che trova, qualcuno aveva soldi da sprecare…

  7. Ettore

    8 Febbraio 2026 at 8:31

    Biella va bene così, basta qualche piccolo cambiamento e sistemare qualcosa qua e la. Si vive bene, è pieno di verde, di aria buona, in pochissimo si arriva ovunque e c’è tutto quello che occorre, in città o nei paesi vicini oppure in poco tempo si arriva a Vercelli e Novara. Volete il caos delle grandi città? Andate a vivere nelle grandi città. Biella non lo è mai stato e per fortuna non lo sarà mai. Chi si lamenta (sempre i soliti) non sa cosa voglia dire vivere in posti peggiori come Torino o Milano anche solo per inquinamento e costi. A Biella si sta bene.

  8. Ah

    8 Febbraio 2026 at 19:02

    Sono visioni molto soggettive e in base a età, stato sociale; Chi benestante può anche vivere qui cercando il caos altrove, o vivere dove gli aggrada, i locali non significano necessariariamente sballo…La vita è differente per ogni soggetto,come lo sono le pretese, i sogni; Ma chi non è benestante, e non ama solo le passeggiate, l’aria pulita, e ha meno di 60anni, forse vorrebbe qualcosa di più che adeguarsi alla felicità altrui, è da egoisti? Forse lo è aver vissuto la propria come si voleva e poi non voler sentire le mosche dopo le 21, ma come in qualunque argomento, l’opinione è prettamente personale, resta tale, non si ha la verità assoluta, e non si vincono premi, come non è necessario dimostrare sempre, di avercelo “più grosso”. Leggo spesso tra gli articoli commenti di persone che non riescono ad argomentare senza insultare, dare risposte piccate, come se fossero sempre in guerra contro la società e la vita altrui, è la tranquillità della zona che crea questo clima civile? Il tempo passa e non torna indietro, sprecarlo solo per respirare e camminare può andare bene a tanti, ma ad altri meno, bisogna farsene una ragione.

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