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Biella e la Sardegna piangono Maria Teresa Bullegas

Il ricordo del circolo Su Nuraghe

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A Biella, dove le vette alpine custodiscono memorie lontane e il vento porta echi di mare, si è spento il cuore di Maria Teresa Bullegas. Aveva 76 anni, un’esistenza intessuta di viaggi, radici profonde e slanci generosi. Ne piangono la scomparsa i figli Laura, Cristiano, Andrea e Daniele, le nuore e i nipoti, che in lei hanno sempre trovato il calore di una mamma esemplare, l’abbraccio di chi sa donare senza riserve.

Biella e la Sardegna piangono Maria Teresa Bullegas

I funerali si terranno lunedì 12 gennaio, alle 11, nella chiesa parrocchiale di San Biagio a Biella, mentre domenica 11 gennaio, alle 16, nella stessa chiesa, si eleverà il Santo Rosario in suo suffragio. Maria Teresa riposerà nel cimitero urbano di Biella, divenendo terra della terra che l’accolse bambina, chiudendo così il cerchio di una vita sospesa tra due mondi.

Era partita da Narcao nei primi anni Sessanta, quando migliaia di sardi lasciavano l’Isola inseguendo il sogno di un futuro diverso. Ma la Sardegna non l’ha mai lasciata: l’ha portata nel cuore attraverso gli anni, è tornata nella sua amata terra natìa per poi fare nuovamente approdo in Piemonte nell’ultima decade del Novecento. Non fu un addio definitivo, ma un continuo ritessere legami: i suoi viaggi tra Sardegna e Biella, favoriti dall’attività commerciale svolta con passione attraverso la sua agenzia di promozione aziendale, erano ponti gettati tra due patrie, fili che univano ciò che la geografia aveva separato.

Il Circolo “Su Nuraghe” è stato per lei molto più di un luogo di ritrovo: era l’Isola ricreata all’ombra del Mucrone, un frammento di Sardegna trapiantato tra le Alpi. Maria Teresa lo ha sostenuto con generosità instancabile, con donazioni concrete e con i suoi dolci prelibati, capaci di risvegliare sapori antichi e memorie lontane. Nei giorni di festa indossava con orgoglio gli abiti tradizionali, testimonianza vivente di una cultura mai rinnegata. Con le “Donne del Grano” partecipava ai riti di benedizione presso l’area monumentale di “Nuraghe Chervu”, celebrando in terra straniera quei gesti sacri che legano l’uomo alla terra, il presente al passato.

La comunità sarda di Biella si stringe oggi attorno alla famiglia di Maria Teresa, ricordando la donna di rara sensibilità, capace di volgere lo sguardo verso l’altro con empatia profonda, specialmente verso chi si trovava in difficoltà. In lei si incarnava quella saggezza antica che sa fare dell’accoglienza una virtù quotidiana, del dono un gesto naturale. Che la terra che l’ha vista bambina e la terra che l’ha accolta donna le siano lievi. Che il suo ricordo resti vivo come il profumo dei suoi dolci, come l’eco dei canti tradizionali che tanto amava, come il sorriso che ha lasciato nel cuore di chi l’ha conosciuta. Addio, cara Maria Teresa. La tua Sardegna e la tua Biella ti custodiscono ora insieme, unite nel silenzio della memoria e nella gratitudine di chi ti ha voluto bene.

Battista Saiu (Su Nuraghe Biella

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