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Avventura in bici di 1.000 chilometri dalla Patagonia alla Terra del Fuoco
C’è anche il biellese Marco Barazzotto nel gruppo di dodici persone partito giovedì scorso per compiere questa bella impresa
Avventura in bici di 1.000 chilometri dalla Patagonia alla Terra del Fuoco.
Avventura in bici di 1.000 chilometri dalla Patagonia alla Terra del Fuoco
C’è anche un biellese nel gruppo di dodici persone partito giovedì scorso alla volta dell’Argentina per compiere una piccola, grande impresa: mille chilometri in bikepacking attraverso alcuni dei territori più inospitali del pianeta.
Si tratta di Marco Barazzotto, ex manager di Biella, non nuovo a questo tipo di avventure. Ha caricato sulla sua bicicletta l’essenziale – tenda, sacco a pelo, fornelletto e pochi altri oggetti – e si è unito a un gruppo di appassionati per affrontare un nuovo viaggio estremo.
Già alcuni anni fa era partito dalla città laniera e, in 28 giorni, aveva attraversato l’Italia in lungo e in largo, isole comprese, percorrendo complessivamente più di 3.000 chilometri. Da quella esperienza sono nate molte altre spedizioni, alcune delle quali condivise con gli stessi compagni di viaggio che oggi pedalano con lui in Patagonia.
L’itinerario scelto per questa nuova avventura è tra i più affascinanti e impegnativi: partenza da El Calafate, cittadina della Patagonia meridionale, passaggio davanti al ghiacciaio Perito Moreno, attraversamento della Terra del Fuoco fino a raggiungere Ushuaia, la città più a sud del mondo. Un percorso di circa mille chilometri, da affrontare in una quindicina di giorni, spesso contro venti violenti che possono superare i 100 km orari, provenienti dalle Ande.
«Viaggeremo in modalità completamente autonoma, con tenda, sacco a pelo e fornello. Non sarò solo: con alcuni di loro ho già attraversato l’Atlante in Marocco e il deserto nel 2024», racconta Barazzotto.
Ma cosa spinge a intraprendere un’impresa simile viene da chiedersi ed è lo stesso Barazzotto a spiegarlo.
«Sto diventando sempre più “allergico” all’umanità», confida con sincerità. «Da sempre questo lembo di terra così inospitale attira esploratori, scrittori e scienziati come Shackleton, Chatwin e Darwin, in cerca di cieli illimitati dove dare spazio a desideri e pensieri senza confini».
La Patagonia, dunque, non è solo una meta geografica ma anche interiore. «Mi affascinava da anni, ma da quando ho letto In Patagonia di Bruce Chatwin è diventata un pensiero fisso». Un viaggio estremo, fisicamente e mentalmente, che diventa anche una ricerca personale.
E che porta idealmente un pezzo di Biella fino ai confini del mondo.
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