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«A Biella un clima come Bari»

Luca Mercalli parla dell’estate torrida e dei cambiamenti. Dopo il caldo i disastri? «Non è detto ma è possibile»

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a biella un clima come bari

«A Biella un clima come Bari». È l’argomento principale delle conversazioni nella quotidianità biellese: il caldo.

In effetti nell’ultimo periodo la nostra provincia ha raggiunto livelli da record riguardo alla temperatura, con picchi di calore mai provati soprattutto così a lungo.

«A Biella un clima come Bari»

A questo proposito l’Arpa Piemonte pubblica un bollettino per l’andamento delle previsioni, fino a 72 ore di anticipo, e l’intensità registrata dalle ondate di calore, provincia per provincia. In questo modo informa per tempo i cittadini di possibili condizioni climatiche considerate critiche.

Soltanto nella giornata di giovedì scorso si è raggiunto un livello di disagio bioclimatico pari a 2 su 3, abbassandosi sempre di più nei giorni successivi. Le medie giornaliere di giugno 2026 si collocano addirittura al secondo posto come mese più caldo della serie storica dal 1958, preceduto dal giugno 2003 e seguito dal 2025.

Ovviamente tutti aspettano la fine del “supplizio”. Ma qualcuno teme che dopo il caldo arrivino i disastri. «Previsioni a lungo termine sono semplici congetture, la massima durata prevedibile è di 10 giorni». Così parla il meteorologo e climatologo della Società meteorologica italiana, e direttore della rivista scientifica “Nimbus”, Luca Mercalli. «Per questa ragione delineare dati precisi di una possibile conclusione della stagione estiva è impossibile ed eventualmente scorretto».

Precipitazioni ridotte

Insieme all’alzarsi delle temperature c’è la riduzione della frequenza di precipitazioni. Nel mese di luglio la zona del Piemonte Settentrionale, in cui rientra Biella, ha raggiunto un’anomalia di 3,3 gradi in più rispetto alla media massima prevista. Ottenendo uno stato di severa, se non addirittura estrema, siccità.

Il Cordar Biella, che si occupa della gestione del servizio idrico della provincia, nel comunicato stampa di luglio ha riconfermato lo stato di emergenza del territorio. Acquedotti semivuoti, corsi d’acqua sempre più in secca e prati verdi diventati giallognoli. Gli allarmi a riguardo sono assai frequenti, si riscontrano soprattutto problematiche nelle zone della Valdilana e della Valsesia. Uno scenario desolante.

«Per ora è possibile prevedere soltanto pochi temporali localizzati, reali periodi di piogge intense in generale sono ancora lontani – informa Mercalli -. Esistono diverse supposizioni riguardo al futuro del clima nel territorio biellese, l’unica certezza è l’inevitabile incremento delle temperature col passare degli anni. Diciamo che il clima di Biella potrebbe diventare sempre più simile a quello, ad esempio, di Bari. Purtroppo a livello locale si può attuare un numero relativamente basso di metodi di contrasto del fenomeno: rifugi climatici, assidua piantagione di alberi. Tuttavia per la vera soluzione bisogna raggiungere accordi di livello mondiale contro l’eccessiva diffusione dei combustibili fossili».

Campagna di sensibilizzazione

A proposito il Ministero della Salute, preoccupato dalla situazione generale, ha istituito una vera e propria campagna di comunicazione, definita “Proteggiamoci dal caldo”. In cui vengono proposti consigli utili per curare il proprio benessere fisico nonostante il clima esterno. Tra i più comuni troviamo ovviamente uscire soprattutto nelle ore più fresche, bere molta acqua, indossare abiti traspiranti.

Oppure, la più raccomandata, aspettare con “tanta” pazienza che l’autunno porti finalmente buone notizie.
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