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8 marzo 2026. Imprenditoria femminile in Piemonte

Le imprenditrici artigiane sono 30.584, pari al 22,0% del totale

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A fine 2025 le imprenditrici artigiane sono 30.584, pari al 22,0% del totale degli
imprenditori artigiani, un’incidenza superiore alla media nazionale (21,9%).
Nell’ultimo anno la contrazione femminile è stata di -0,8%, inferiore al calo
complessivo (-1,2%). Una dinamica che evidenzia una maggiore capacità di
tenuta del tessuto imprenditoriale femminile, pur dentro una fase economica
complessa.
Il Piemonte è la quarta regione italiana per numero di donne con cariche nelle
imprese artigiane, dopo la Lombardia, Veneto e Emilia Romagna.
Il 55,7 % ricopre il ruolo di titolare, il 20,6% è amministratore e il 20% è socia.
Le imprese sono di piccola dimensione e fortemente radicate nel territorio:
oltre il 50% ha tra 1 e 9 addetti, con una struttura che tiene insieme
imprenditorialità, occupazione e comunità.
I settori di attività confermano il ruolo strategico delle donne nell’economia
reale: 49,1% nei servizi alla persona, 26,4% nel manifatturiero, 14,6% nei
servizi alle imprese, 10,1% nelle costruzioni.
I dati sono stati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese su fonte
Unioncamere-Infocamere.
Tra gli ostacoli rilevati dalle imprenditrici artigiane prevale in nodo della
burocrazia (54,5%), perchè spesso sproporzionata rispetto alla dimensione delle
imprese artigiane. Subito dopo emerge il tema della conciliazione tra lavoro e
vita privata (53,4%), che riguarda imprese di ogni dimensione, con o senza
dipendenti. Infine, la liquidità e l’accesso al credito (41,7%), particolarmente
critici nelle fasi economiche incerte. Il 27,1%, invece, lamenta la mancanza di
tempo per formazione e aggiornamento delle competenze.
“Un dato significativo che abbiamo rilevato è che una minima parte di imprese
femminili ha utilizzato misure di sostegno specifiche e questo non perché non
ci sia necessità, ma spesso per scarsa conoscenza delle opportunità, perchè le
procedure sono complesse o perché i requisiti non sono conformi con la realtà
delle piccole imprese artigiane. E’, quindi, necessario aprire una riflessione
sull’efficacia delle politiche pubbliche, non basta stanziare risorse, serve
renderle accessibili e realmente utilizzabili anche dalle micro e piccole
imprese”
“Inoltre, il sostegno alle imprese guidate da donne non può essere una tantum
e non deve essere inteso come un’azione di assistenza e di integrazione al
reddito. Deve essere, invece, affrontato in modo strutturale, come aspetto
fondamentale della politica economica del Paese per rendere le donne
realmente partecipi del processo di crescita competitiva dell’Italia. Sostenere
l’imprenditoria femminile non deve essere una “politica di genere”, ma una

scelta di sviluppo economico che riguarda tutti: istituzioni, associazioni di
categoria, sistema bancario. “
“La conciliazione rimane uno dei principali ostacoli alla competitività, e su
questo continueremo a lavorare cercando di portare proposte e azioni concrete,
poiché ad oggi la famiglia continua ad essere talvolta l’unico supporto. Sono
consapevole che “battiamo” sempre sullo stesso argomento ma è fondamentale
che vengano attivati strumenti di conciliazione, anche se non sembra esserci la
giusta attenzione. Infatti, le imprenditrici e in generale le donne piemontesi ed
italiane fanno ogni giorno i conti con la carenza di politiche a favore
dell’occupazione femminile e con un welfare che non aiuta a conciliare il lavoro
con la cura della famiglia. Serve anche rafforzare la spesa sul welfare per famiglie
e giovani. Da qui l’importanza di agire anche sulla leva della fiscalità prevedendo
la detraibilità delle spese sostenute per l’acquisizione di servizi a supporto dei
lavori di cura e conciliazione vita-lavoro”.

“Non si tratta di una questione di quote rosa , ma di un reale riconoscimento delle
capacità, delle competenze e della valorizzazione del talento femminile, che
diventa valore aggiunto e non quindi solo una mera questione di equità. Un
sistema che offre alle donne le stesse opportunità di realizzazione è un sistema più
forte, più innovativo e più competitivo”.

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