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Gabriele Graziano, il talento delle bocce che ama mungere le mucche

Ha solo 20 anni

Ormai il suo nome è tra i più conosciuti nel mondo delle bocce. In Italia come all’estero. E nei giorni scorsi anche “La Gazzetta dello Sport”, il giornale sportivo per antonomasia del nostro paese, gli ha dedicato un bel articolo. Stiamo parlando di Gabriele Graziano.

Il pubblico ebbe modo di conoscerlo ad Alassio in occasione dell’edizione 2016 della Targa d’Oro, quando insieme a Riccardo Marzanati, iscrisse il nome del Jolly Club di Buronzo nell’albo d’oro della Targa Junior. Successivamente tornò ad applaudirlo e ad apprezzarne le qualità allorché mise in bacheca il secondo e terzo trofeo, nuovamente con Marzanati e nel 2018 con il fratello Edoardo.

Vent’anni compiuti il 10 febbraio scorso, due ori mondiali, a coppie e nel tiro di precisione, un argento individuale e due titoli italiani (individuale e combinato). E’ il gioiellino del Crc Gaglianico, sotto le cui insegne ha disputato due final four del massimo campionato del volo, ed è in attesa di consumare le ultime due giornate di qualifica per sapere se potrà disputare ancora la terza semifinale, Pontese permettendo.

All’età di cui di solito la mente è un mix di sogni e speranze, Gabriele, con il suo diploma di tecnico agrario, coltiva un passatempo particolare: alleva mucche. A Mongrando, dove abita con i genitori Gianfranco e Monica e appunto il fratello Edoardo. «E’ una passione – racconta – che mi ha trasmesso nonno Ilario, mancato dodici anni fa. Me ne occupavo già quando c’era lui. Ora ne ho sei. Sono mucche biellesi, sia da latte che da carne. Ingrassiamo i vitelli e quel poco di latte lo usiamo per fare formaggi.E’ un hobby, lavorare nella stalla è distensivo e mio papà spesso mi aiuta».

Mungere le mucche non è come affrontare un campionato del mondo, ma lui, che misura gesti e aggettivi non spendendo troppe parole, coniuga le due passioni allo stesso modo. E sa essere protagonista di una personalità agonistica di risalto che lo espone più di quanto non tenda a defilarlo il suo carattere alieno dalla chiassosità, specie quando cura le sue mucche. In attesa di un nuovo lavoro – attualmente fa il cantoniere comunale – sui campetti nel cortile dietro casa, con il fratello Edoardo cerca di mantenere vivo il contatto con l’attrezzo boccia. Perché ai polsi ci pensa già il forcone per pulire la stalla.

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