BiellaSale & Pepe
Un 2026 all’insegna del “qui ed ora…”
La nuova versione di “Sale & Pepe”, la rubrica curata da Luigi Apicella
La befana vien di notte con le scarpe tutte rotte, con le toppe alla sottana viva viva la Befana!! Questa famosa filastrocca, oggi, più che una nota gioiosa per i più piccoli rappresenta, a suo modo, una fotografia attuale di certe realtà nascoste nella nostra Biella.
Mi spiego: non è solo la befana ad avere – simbolicamente – le scarpe rotte e le toppe: in questa città c’è, purtroppo, un disagio concreto, nascosto, silenzioso che esiste ma non ha diritto di cittadinanza. Gli ex lanifici Rivetti come emerso nuovamente in questi giorni di freddo intenso, sono infatti un rifugio di fortuna per tutti coloro che sono ai margini della società e che non hanno un tetto sopra la propria testa. Una realtà che esiste ma che non si vede e per la quale varrebbe la pena di spendere più di qualche articolo a margine delle festività natalizie.
Che Biella, come molte altre realtà italiane, sia anche il rifugio di disperati di qualsiasi provenienza e senza fissa dimora ci dovrebbe far riflettere tutti una volta di più sulle priorità in città e non solo in termini di sicurezza. Priorità che vedono per il 2026 appena iniziato la volontà di riportare in centro, da piazza Falcone, la sede del mercato. In attesa di conoscere le tempistiche per la messa a terra di questo provvedimento, appare chiaro che di fronte a questa ipotesi si sia subito aperto un dibattito sui pro e contro tra amministratori, diretti interessati, commercianti, operatori del settore.
Al di là delle stagionali scaramucce politiche in seno all’attuale amministrazione tra Lega e Fdi su chi dovesse informare chi in merito al provvedimento all’ordine del giorno, un fatto mi sembra incontrovertibile: che nulla è per sempre e che le scelte politiche di allora (che portarono il mercato nella zona sud della città) oggi, con ogni probabilità, non sono più valide. Per prima cosa andare al mercato in piazza Falcone, oggi, significa andarci di proposito. La clientela che si aggira tra i banchi è molto targettizzata, riconoscibile, probabilmente ha anche una specifica età di riferimento medio alta. Spostare questa realtà in centro città aprirebbe – invece – nuovi scenari: chi frequenta il centro, anche tra i più giovani, e non frequenta abitualmente il mercato, potrebbe essere invogliato a farsi un giro tra i vari stand, mentre chi lo frequenta abitualmente potrebbe essere invogliato a “vedere altro” tra le vie centrali cittadine rimpolpando un po’ in termini di presenze un centro Biella da tempo depresso e sempre meno accogliente per il degrado e le tante serrande abbassate.
Certo occorrono parcheggi sicuri, spazi certi, un piano di viabilità e mobilità pubblica a supporto, ma se vogliamo “dare una scossa” concreta servirebbe muoversi subito pensando prima al 2026 che al futuro del 2050 dove gli assi della città saranno sicuramente cambiati un altro paio di volte. Per questo, in questo primo numero dell’anno, vorrei ribadire l’importanza del qui ed ora rispetto alla Biella che verrà: sia in termini di rilancio, sia in termini di inclusione e solidarietà per i più deboli ai margini. Che sia un buon anno per tutti, soprattutto un anno di scelte coraggiose per continuare a guardare avanti.
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.Bruno
8 Gennaio 2026 at 17:56
guardare avanti con la destra che governa è un utopia, si torna indietro di cento anni,pesate un po’ fanno ancora il saluto fascista sono dei smidollati che perdono l occasione di essere uomini, ma sono pecore di un gregge disperato
Marco
8 Gennaio 2026 at 18:39
I commenti di chi vede fascismo ovunque, nonostante sia morto 80 anni fa, sono veramente ridicoli. I sinistrati, quando non viene fatto o detto quello che vogliono loro (ossia le cose sbagliate) danno al prossimo del fascista, senza nemmeno sapere cosa sia stato il fascismo. I fatti di cronaca recenti e recentissimi sono la dimostrazione che una parte (degenerata) della “politica” conosce solo ignoranza e violenza fisica e verbale, e che sa contrapporre solo queste cose al dialogo. E questo solo fino a che gli verrà permesso, ma sono certo che presto o tardi qualcuno perderà la pazienza e allora saranno dolori per i novelli “compagni”. Perchè l’Italia è stanca marcia delle loro violenze e della loro gretta ignoranza. E soprattutto è stanca del nulla che rappresentano. Zero idee, zero proposte, zero dialogo. Solo e sempre una immensa distesa di nulla. Proprio come certi commenti di certi individui che vivono nel loro piccolo mondo grezzo, alimentati solo da una livida invidia per ciò che gli altri fanno e per il consenso che ottengono. Noi andiamo anvanti. Loro no.
.Bruno
8 Gennaio 2026 at 20:47
a scritto un vassallo del melonismo di Trump, ormai siete tutti vassalli di un dittatore che ha carcerati un dittatore.oer quanto mi riguarda il saluto fascista si fa ancora e alla luce di questo epolagia di fascismo nessuno viene condannato, zero idee e zero proposte lo si vede solo a destra, nessuna visione del futuro e si vede con l ultima legge di bilancio , voi siete la tristezza dell Italia vassalli dell anerica
Marco
9 Gennaio 2026 at 8:04
Siamo in Italia, dovresti per lo meno impararla la nostra lingua.
Ermrson
8 Gennaio 2026 at 22:19
c’è anche gente che ha il tatuaggio della svastica sul petto, ma non mi sembra che ci sia un governo nazista in Germania
.Bruno
9 Gennaio 2026 at 12:02
la svastica era un emblema proveniente dall’ india in simbolo poi usato male e si vede dai vostri visi una tristezza indefinita