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BiellaSale & Pepe

Per il nuovo anno vorrei leggere…

La nuova versione di “Sale & Pepe”, la rubrica curata da Luigi Apicella

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rubrica apicella

Che cosa vorremmo leggere di interessante, da lettori attenti e consapevoli, sui giornali locali in questo inizio di nuovo anno? Oppure, se coltivassimo il sogno di essere giornalisti per un giorno, che cosa vorremmo scrivere per la nostra città in modo da essere concretamente “sul pezzo”?

Come si vede, due facce della stessa medaglia “narrativa” che vede Biella al centro di questo racconto continuo e quotidiano che però manca da troppo tempo di un ingrediente fondamentale: la notizia concreta che si avvera e si realizza, da leggere per gli uni, da raccontare per gli altri. Prendiamo, ad esempio, il “sogno Pedemontana”, il raccordo autostradale di 15 chilometri con la A 26 di cui si legge e si scrive da decenni e che dovrebbe, se realizzato, essere la tanto sospirata prosecuzione della Biella-Cossato; oppure, sempre notizia ripresa in questi giorni, la realizzazione del quarto ponte sul Cervo, tra studi di fattibilità e flussi di traffico, ricerca dei finanziamenti, coinvolgimento di Anas e Regione come sempre ancora da fare.

Potremmo continuare con altri esempi di “notizie non notizie”, di fatti che dovrebbero realizzarsi e non si realizzano mai, e per i quali, ciclicamente, si riprende il filone narrativo quasi che il continuare a parlarne possa in qualche modo “esorcizzare” i tempi per una loro messa a terra che resta sempre di là da venire. Bene fanno i cronisti locali, e ci mancherebbe, a tenerci informati sul prossimo step di turno, bene fanno i lettori che non perdono mai la speranza a confidare che qualcosa possa prima o poi succedere.

Tuttavia, questa analisi deve tener conto di un fattore che “l’annuncite” dei vari politici di turno non valuta mai: il fattore tempo, il fattore cambiamento. Biella pare godere di una resilienza incrollabile, come ho recentemente letto in un’ interessante analisi sui giornali locali nei giorni scorsi; non essendo cambiato praticamente nulla negli ultimi trent’anni pare che anche la stessa Befana (così recitava il titolo…) alla fine abbia perso le speranze.

E non solo lei verrebbe da dire… Se Biella è rimasta al palo, il mondo là fuori è cambiato più e più volte non lasciando spazio a tutti quelli che amano guardare al passato e alle progettualità che andavano bene trent’anni fa ma che oggi, forse, non servono più. Un territorio va mantenuto di anno in anno, va coltivato con idee, progetti, non va illuso di continuo con vecchie ricette di sviluppo che se non sono state realizzate sino ad ora non si capisce come potrebbero vedere la luce oggi.

Non è pessimismo, anzi, ma alla fine il succo è questo: se metti a posto una strada ma la gente che la utilizza è sempre di meno (e nel frattempo chi è rimasto si è arrangiato diversamente di fronte alle lentezze della burocrazia italica e alle non scelte della politica) che cosa ti aspetti di ottenere? Certo, avrai il sospirato collegamento, ma strategicamente sei arrivato tardi, hai fallito, non hai tenuto conto del tempo e delle reali esigenze del tuo territorio (e delle persone) che cambiano e non sono immutabili nei secoli. Invece qui siamo sempre in attesa di qualcosa che dovrebbe realizzarsi ma alla fine non si realizza mai.

Mi chiedo se amministrare una città come la nostra con queste modalità (annunciare che tutto cambia per non cambiare mai niente) non sia tra le prime cause dello spopolamento del nostro territorio in cui i nostri giovani, alla prima occasione, prendono il treno (qui da noi si fa per dire…) alla ricerca di nuove prospettive di vita.  Nel frattempo qui da noi, mentre tutto questo succede inesorabilmente da anni, siamo fermi agli studi di fattibilità, agli iter burocratici, alle promesse elettorali e da marinaio stile vota Antonio, vota Antonio… Cara Befana, lo so che sei stanca, ma non demordere: in quella calza, a chi sai tu, fai trovare una bella clessidra, così che si renda conto che il tempo passa, anche a Biella…

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2 Commenti

1 Commento

  1. .Bruno

    15 Gennaio 2026 at 16:55

    è proprio così promesse su promesse ma tutto e fermo da tempo, ora si vuole spostare il mercato in centro per rivitalizzare la città, per me è uno sbaglio prima bisogna creare parcheggi perché più nessuno va a fare la spesa portandola in giro per la città, è un idea assurda è così comodo dov’è non serve a spostarlo, poi il furbo sindaco di biella possono solo firmare contro lo spostamento solo i residenti a Biella, come se quelli che abitano nei paesi limitrofi non vengano a fare spesa s biella, un altra buffonata di questa giunta che tutti quelli che fa muore così morirà anche il mercato. però rifanno via Italia cubettata come prima altri sperpero di denaro fra dieci anni la funicolare e poi la funivia ad Oropa e intanto …ne vedremo di befane passare e una città sempre più in degrado una landa desolata

  2. Marco

    15 Gennaio 2026 at 16:55

    Per il nuovo anno vorrei leggere… meno polemiche da “so tutto io” e più costruttività. Quella manca sempre in chiunque scriva di sapere fare meglio o di volere di meglio. Ma si sa, le pagine devono essere riempite… di aria fritta. E quella non manca mai.

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